— Papà?... Risponda, marchesina. — Papà? Proprio... sempre... soltanto papà?

La fanciulla ha un sussulto e il suo viso si trasforma mentre si allontana d'un passo, istintivamente:

— Teo?... Dov'è Teo?... Dov'è andato Teo?

— Che importa adesso, di Teo?

— È rimasto indietro! S'è perduto! Non c'è più! — E Sofia chiama forte, con tutta la sua bella voce: — Teo! Teo! Teo!

Il Parvis fa un passo, la raggiunge e le afferra una mano.

— Risponda! Deve rispondere!

— Ma... Teo!

— È corso avanti! L'ho visto io! È a casa!... Non si tratta di Teo; mi guardi; si tratta di me, — di un uomo, — della felicità, dell'avvenire, della vita di un uomo!... Ma non capisce?... Non ha capito? — Il Parvis cerca di afferrarle anche l'altra mano e fa per portarsele tutt'e due alla bocca: — Non ha ancora capito?

Sofia si ritrae come spaventata, scioglie le mani da quella stretta e fissa il Parvis muta, con una grande espressione di maraviglia dolorosa.