— Non ha equilibrio, non ha prudenza. Gli manca la serenità, la stabilità dell'uomo di governo.

— Ha un carattere troppo impetuoso, atrabiliare! È mezzo matto!

Gerardo se ne va da Roma dopo una settimana; ha levato il saluto a tre o quattro persone ed è stato sul punto di avere un duello.

— Sono stufo di questa vita, di questa baraonda, di tutte queste liti! Manderò le mie dimissioni anche da deputato! Voglio viaggiare, viaggiare... Viaggiare in paesi lontani, nuovi, diversi dai nostri!

E pensa, in cuor suo, a un paese di ghiaccio, di neve, o scolorito, o giallo, ma senza un filo di verde! — Là, finalmente, non lo avrebbe veduto più, mai più, quel grande cappellone tutto bianco e tutto rosa!

Quando a Milano sta per entrare in casa, Prospero gli viene incontro, con la faccia stralunata, borbottando qualche parola che Gerardo non capisce bene.

— Che c'è?

— Teo ha preso il cimurro. Sta maliss...

Il resto si perde, vola per aria.

— Non hai chiamato il signor Lodetti?