Prospero non dice nulla, si alza, e sotto gli occhi di Gerardo, sempre ritto, muto, pallidissimo, depone Teo, delicatamente, nella fossa, e lo copre, lo ricopre con il panno bianco, per difenderlo dalle palate di terra, umida e nera.
Il portinaio riempie la buca in fretta, poi vi distende sopra la terra, rassodandola con quattro colpi di badile ben forti, bene assestati:
— Ecco fatto!
Allora, allora soltanto dal petto del Parvis prorompe un urto di singhiozzi, uno scoppio di pianto dirotto, desolato.
Egli rientra nella sua stanza, si butta attraverso il letto, piangendo ancora, sfogandosi. Finalmente ha trovato la via delle lagrime.
— Finito! Finito! È proprio tutto finito!
Fernanda
I.
A Milano, in via Stendhal, numero 31.