Un salotto, ai mezzanini, dove la principessa Strufelzkoy, quasi cugina di Adelina Patti per via del suo primissimo marito, tiene una piccola roulette per pura condiscendenza verso gli intimissimi habitués della sera: tutte persone d'importanza straordinarissima, — la principessa usa sempre il superlativo con grande enfasi, — e della massima serietà.
— Primo, — nientemeno! — il conte Galantino di Castelpus-ter-lengo!... il «debolissimo» della poderosa e tonante Strufelzkoy, che comincia sempre col «bel contino» l'elenco dei suoi «fedeli più costanti.» — Un portento di compitezza!
Un miracolo di conservazione! Vicino alla settantina, non dimostra nemmeno cinquant'anni!
— Il Conte Galantino di Castel-pus... — e nel pronunciarne il titolo la principessa sgrana gli occhi e batte le sillabe, mentre con le due dita della mano destra continua a scuotere lentamente il pollice della sinistra, sciorinando nome, cognome e feudo.
— Secondo, il cavalier Lorenzo Scarminati, grande industriale con fabbrica di cravatte nazionali ed estere, a San Gerolamo. — L'indice resta preso fra le due dita dell'altra mano, ma cessa il movimento e la principessa, smorzando la voce, apre una parentesi nel proprio entusiasmo. — Niente di straordinario. Un permè di Gorgonzola, un ottavino di Mont'Orobio e basta per la nottata; ma sempre di buon umore e per questo appunto detto Letizia; il Cavalier Letizia.
Terzo il marchese... — le due dita della destra riprendono il movimento, stringendo il medio della sinistra — il marchese Dolfin-Cocaglio, grande diplomatico e più volte ambasciatore, al presente esonerato. Con le donne? Un Sardanapalo redivivo... Ha speso in un anno più di sessantamila lire per l'Algerina e si trova in procinto, illico ed immediate, di tornar da capo con la Waldhofstein delle Dame Viennesi.
— Quarto, il banchiere Spinazzola!... Spinazzola! — La principessa, entusiasmata, spalanca le braccia: — la massa informe del petto dopo un sobbalzo si riadagia allargandosi. Il commendatore Spinazzola!... Il padronissimo di tutta Milano! L'onnipotenza personificata!... Basta il dire che è riuscito, tanto quanto, a dispetto della Commissione, dell'impresario e del prefetto a far ballare alla Scala, per una sera, la Bianca Largomare!... — Poi... l'ex maggiore Foscarini, degli autentici di Venezia! Il ramo cadetto, più direttissimo, dei Foscari!... Un grande patriottone per quattro! È stato con Garibaldi, con Cialdini, col Pantaleo, con tutti quanti! Poi Carletto Brenta, il superuomo! — La principessa appoggia la punta dell'indice sulla punta del naso con aria di grande mistero — Citto! — Sarebbe come chi dicesse, per intendersi, una specie di... di capitalista in particolare. Il dieci per cento, forse il quindici, mai niente di più, giuro e spergiuro, tanto è vero che lo ricevo impunemente!... Cattiverie!... I soliti invidiosi! Perchè spende, spande e si diverte, senza mai intaccare il fatto suo!... Superbioso, da poco in qua, d'accordissimo! E criticone all'eccesso!... Ma ha preso un palco alla Scala, in società, fra gli altri, con un giornalista dei primi e un commediografo famoso e s'è messo anche lui a voler sentenziare di arte, di politica, di libri, del Manzotti! È stato il cavalier Letizia, per ischerzo, a chiamarlo il Superuomo... e non gli va più giù!
— Poi, immancabilissimo tutte le sere, e tiene il banco, il nobile Roderigo De-Farentes, grande gentiluomo siciliano. E poi... e poi e poi, succede sempre così!... Uno tira l'altro: presentazioni, raccomandazioni, forestieri per le corse... qualche tosa anche di contrabbando... Ma, intendiamoci, le mani a casa, e proibitissimi i discorsi sboccati! Insomma, l'educazione impone a una signora di non chiuder mai la porta in faccia a chississia, quando si presenta in abito decente. L'educazione e anche la prudenza. Non si sa mai, quando magari meno si crede, capita proprio quel tizio capacissimo, per vendicarsi, di correre in questura a inventar fandonie!
II.
In cucina, mezzo al buio; la principessa e il maggiordomo: