La principessa (che dorme seduta in un angolo accanto alla màdia: destandosi di colpo). Romolo!... Che ora è?

Il maggiordomo (raschia, ma non risponde. Sotto la cappa dei fornelli a gas sta preparando una scodella di zuppa con poco brodo e molto vino).

La principessa (sospira, si volta sulla seggiola, russa; poi di nuovo risvegliandosi). Romolo! Che ora è?

Il maggiordomo (con la voce grossa, sgarbata, da servitore che spadroneggia). Non è ancora mezzanotte, maledetta la furia!... C'è tempo!

La principessa. Già: sicuro. Stasera è anche la primissima del ballo nuovo! (soffia, starnuta e fa un altro pisolo).

Il maggiordomo della principessa, un Ercole infingardo e melenso, è il marito della portinaia. Nel casamento ha la mansione speciale di attendere ai caloriferi: tutto il giorno nei sotterranei, la sera sale ai mezzanini, indossando, ancora col muso e con le manacce nere di carbone, la livrea nocciuola degli Strufelzkoy, ricca di bottoni, ma scarsa di maniche.

Un'ora dopo: nella sala da giuoco, tappezzata di carta moarè color rosso cupo. Il maggiordomo in punta di piedi sullo sgabello, sta cambiando il tubo ad una delle quattro lucerne a gas, sporgenti dalle pareti. La principessa lo sostiene con equilibrio facendogli puntello alle gambe con le due mani.

Il maggiordomo (traballando). Forte!... Tenga forte! Se mi lascia scivolare le spacco la campana sulla testa!

La principessa (con dolcezza insinuante). Da bravo!... Non ti domando, in grazia, altro che un pochettin di belle maniere. Specialmente quando c'è gente!

Il maggiordomo (che ha rimesso il tubo ed ha acceso il gas, piomba giù dallo sgabello facendo traballare la sala e sussultare la principessa). Dov'è la spazzola?... Lo strofinaccio? Qua!... subito!... E via, marche, con lo sgabello!