—Farò anche uno spoglio di tutto il mio guardaroba, e i vestiti che non sarà conveniente ridurre per la Mary gli avrai tu, in regalo.... Voglio che tu ti vesta a garbo, diamine!... Si deve subito capire che sei la mia cameriera e non una serva qualunque!
—Sissignora... sissignora: cercherò di contentarla!
La Filomena non ne capiva niente di tutte quelle ricchezze.—Che la sua padrona avesse avuta un'eredità?... Oppure che ci fosse proprio la vincita di un terno al lotto, come aveva dubitato in principio? Quella famosa lettera gialla doveva pure aver portato una notizia straordinaria assai!—Ma siccome poi, alla fin dei conti qualunque fosse, l'avvenimento pareva propizio per la sua padrona, la buona donna si sentiva più che disposta ad accettare la provvidenza ad occhi chiusi.
—Le robe frattanto erano state messe tutte a posto: il calamaio solamente rimaneva in mostra sul cassettone.
—Ed ora lesti lesti a far toilette!... Dio mio, è il tocco e mezzo! Presto comincieranno le visite!
Ma mentre Donna Lucrezia in accappatoio (quello appunto che aveva servito per riparare dalla polvere il tavolino di noce) stava pettinandosi seduta dinanzi allo specchio, indirizzò una domanda alla Filomena, che, se questa fosse stata meno semplice, avrebbe potuto metterla sulla buona via per iscoprire il segreto.
—Chi è stato a darti l'indirizzo dell'agenzia Micotti... non tirarmi i capelli, bada!... e a permetterti di palesare il mio nome?
—Ma....
—Che ma! E perchè diventi rossa?