—Già, già; me l'hanno detto... l'ho sentito dire... alcuni giorni fa!—rispose il conte Prampero, alzandosi, senza aspettare che fosse Angelica la prima a muoversi.
Essa celava il viso accarezzando colla sua guancia, che bruciava, la guancia morbida della piccola Mary.
—Noi vi salutiamo, Lucrezia: abbiamo ancora parecchie visite da fare. Quando scrivete a Francesco Alamanni ditegli che speriamo... speriamo di vederlo presto!
—Oh, gli scrivo tutti i giorni, tutti i giorni!—E Donna Lucrezia e la Mary accompagnarono i Castelnovo nell'anticamera.—Dio, Dio, che freddo!... Filomena, la porta!
—Supebiosi, antipatici!—mormorò fra sè lo Zodenigo, rimasto solo un momento. I Castelnovo lo aveano appena salutato con un cenno del capo, senza guardarlo. Pure, ad onta del suo disprezzo, si sentiva più libero assai, adesso che que' due se n'erano andati. Buttò il cappello sopra una seggiola, si sbottonò il soprabito nero e con una mano si aggiustò la zazzera.
Donna Lucrezia ritornò sola perchè la Mary era corsa in cucina colla Filomena.
—Santi numi, santi numi, ho proprio paura di averla fatta grossa, ma grossa come una balena!
—Perchè?
—Ho perduta la testa!... Sono andata a parlare coi Castelnovo di Andrea Martinengo!