—Chi l'ha portata?

—Il signor Micotti.

Pompeo, presa la lettera in fretta, la scorse tutta con un'occhiata.

"Illustrissimo signor principale,

"Lui a ragione da vendere ma io sono una bestia e o il bruciore che non posso più e parto domandandole perdono e assicurandolo che se torno indietro sarò sempre suo umilissimo servo e intratanto l'avverto di aver passato all'Amministrazione la ricevuta del vaglia bancario per quelli dinari che o spedito, come da suo ordine a Milano.

"Stii bene come sempre li ugura.

Verona li 30-4-1859.

"Suo devotis. e umiliss. servo

"Micotti."

—Meno male che non è scappato coi soldi!—pensò subito il Barbarò consolandosi un poco.—Ma è sempre una canaglia! Piantarmi in asso proprio in questo momento!... Con tanti affari che ho sulle braccia!... Canaglia, canaglia, canaglia!... Mah!—e Pompeo sospirò mettendo la ricevuta nel portafoglio:—è sempre stato il mio destino, di seminar benefizi e raccogliere ingratitudine... Pezzo d'asino!—borbottò poi rileggendo la lettera più attentamente—non mi raccomanda nemmeno il suo figliuolo come se fossi obbligato di mantenerlo!... Pezzo d'asino!... Se torna indietro davvero gli farò ripassare il confine a suon di calci!