Ma se gli affari di Pompeo continuavano a prosperare, pareva sempre che i suoi disegni per l'avvenire dovessero incontrare un qualche ostacolo: tra Giulio Barbarò e la Mary Alamanni non c'era punta simpatia. I due ragazzi erano spesso insieme, perchè lo Zodenigo che doveva impartire al suo allievo anche la scienza degli usi e delle cerimonie sociali, se lo tirava dietro ogni qualvolta andava in conversazione in casa Balladoro. E il ragazzo, entrato appena nel salotto giallo per imparare a dar la mano a Donna Lucrezia, scappava poi subito in cucina in cerca della Mary e della Filomena. Ma la bimba, quando lo vedeva arrivare, si rannicchiava vicino alla vecchia fantesca e non voleva saperne di giocare con lui.
Non lo poteva proprio patire quel brutto ragazzo magro magro cogli abiti che gli facevano addosso tante grinze, coi capelli radi che gli cascavano spettinati sul viso lungo e smorto.... Egli non faceva altro che vantare la roba del suo babbo, mostrava a tutti il suo orologio d'oro, e si divertiva a mortificare la Filomena contandole il grosso salario che pagavano alla loro cuoca ed al loro servitore. Maleducato com'era, toccava tutto, voleva saper tutto, diceva parolacce, avea il vizio di menar le mani, e con lei si era subito messo, impertinentemente, a darle del tu.... No, no, non le piaceva quel brutto ragazzo! E la Mary lo stava a guardare quando faceva il chiasso, senza parlare, senza mai accostarglisi esprimendo solo una maraviglia sdegnosa dagli occhioni grandi e dal visino serio serio. Una sera Giulietto avea portato con sè un piccolo bersaglio, e voleva che la Mary si facesse prestare i soldi dalla Filomena per giocar con lui.
—La zia non vuole che si giuochi di danari—rispose la bimba sempre tutta seria:—poi il bersaglio non è un divertimento adatto per le signorine.
—Oh! oh! La signorina colle sottane corte! La signorina senza un soldo!—E il ragazzo si mise a sghignazzare e a strillare dandole la baia.
La Mary diventò rossa di collera, ma non rispose una parola.
—Fammi un po' di posto sulla tavola—mormorò con voce sorda alla Filomena:—voglio studiare!
La vecchietta tirò in un canto le stoviglie e asciugò la tavola col grembiule. La bimba andò alla credenza e, alzandosi in punta di piedi, cavò fuori da un cassetto dove teneva i suoi libri il compendio di geografia: lo portò sulla tavola, si sedette, lo aprì, e per tutta la sera non levò più gli occhi dal libro.
—Oh! oh! La signorina colle sottane corte!... Oh! oh! La signorina senza un soldo!—continuò Giulietto a borbottare per un pezzo: ma poi, vedendo che la Mary assorta nello studio non gli badava più, cominciò per distrarla e infastidirla a far correre sulla tavola un pezzo da cinque franchi nuovo, che aveva nel taschino.
La sera dopo capitò a casa Balladoro con un piccolo teatro e una compagnia di burattini sotto il braccio.
—Co' burattini—pensava il ragazzo—potranno giocare anche le signorine!