Giocò; per sua disgrazia vinse subito un paio d'ambi. Ne fu beato e gli parve d'avere scoperta la vena d'oro. Ma invece, dopo quegli ambi, non gli sortì più nemmeno un numero solo! Studiò il libro de' sogni e le sibille dei lunari; si mise a cercar la fortuna con certi giochi di carte che usano le vecchie mezzane, e si sprofondò nella scienza cabalistica; ma tutto inutilmente; e intanto continuava a far grosse giocate e fin dieci, dodici alla volta! Insomma, in poche settimane, tutto il suo tesoretto passò nelle granfie del governo ladro.
E siccome una disgrazia non vien mai sola, così mentre egli stava mangiando bile per quella disfatta, fu colpito da un altro disinganno e fierissimo: in breve tempo gli morirono il babbo e la mamma, e per quanto frugasse tutta la casa, non riuscì a trovare un soldo.
Questa volta non era soltanto rabbia la sua: era proprio disperazione!
—Ma per Dio,—pensava,—se ci fossero stati i danari, non avrebbero potuto portarseli dietro! Dunque vuol dire che non possedevano proprio nulla, che non sono stati buoni, in tutta la vita, altro che a piangere e a mangiare!... E in tal caso perchè non mi hanno messo un mestiere in mano? Perchè?... A che pro que' due vecchi mi hanno tradito?
III.
Allora cominciarono per Pompeo Barbetta i giorni neri. Sulle prime campò alla meglio, con la gratificazione che gli era stata largita dagli Alamanni (i padroni dove era di servizio suo padre, quando venne a morire); ma poi, finiti anche que' pochi, non sapeva più come fare per tirare avanti.
—Cani di signori!—brontolava tra sè,—non c'era pericolo, no, che si rovinassero per i quattrini che gli avevano dato!—Avaracci sudici!... E dire che il babbo li serviva come fossero tanti re di corona!
Ma nemmeno da questi lamenti poteva cavare profitto, e però se li teneva dentro, senza sfogarsi, e co' padroni si mostrava invece umile, rispettoso, pieno di riconoscenza e di bei complimenti e anche colla portinaia e colle altre persone di servizio, ch'egli sapeva affezionate alla casa, lodava di continuo la loro generosità e bontà d'animo.