—Come sarebbe a dire?

Il viso lungo e scialbo di Donna Lucrezia era sempre accigliato, ma pure alle ultime parole di Pompeo vi passò sopra come un'ombra d'inquietudine.

—Sarebbe a dire che è ormai tempo di mettere le carte in tavola e di venire fra noi due a una buona spiegazione.

—Spieghiamoci pure, ma... non capisco....

—Due parole sole, e capirà!... Quantunque il signor Francesco Alamanni....

—Che c'entra adesso mio cugino....

—Stia zitta, che c'entra moltissimo!... Quantunque il signor Francesco abbia rinunciato in favore della signorina Mary alla sua parte del piccolo capitale rimasto agli Alamanni, io continuo a pagare le cinquecento lire mensili e sempre anticipate! E noti bene, signora Lucrezia, adesso non posso più aver nessuna cauzione per garantire i danari miei. Levata la confisca e riammesso lo zio Francesco ne' suoi diritti, io sono rimasto escluso, naturalmente, dall'amministrazione della minorenne. Di più lei mi ha fatto avere il saldo dei miei primi sborsi facendomi figurare come un creditore qualunque senza nessuna nota illustrativa, sotto il mio nome, e per una simile dimenticanza tanto il signor Francesco Alamanni, come la signorina Mary devono ignorare i miei enormi sacrifici!... Ma a me piace di tenermi in disparte, all'ombra, e ho lasciato fare tutto a lei e a quella buona lana dell'avvocato Spinelli; mi son lasciato cucinare dalle loro signorie, come volevano, all'olio e al burro, e continuo a sborsare anche oggigiorno e sempre segretamente, per farle comodo, cinquecento lirette al mese, mediante la sola sua firma, colla quale, scusi, sa, Donna Lucrezia, ma sulla piazza non ne troverebbe venti! E tutto ciò, perchè?... Perchè ho veduto nascere la signorina Mary, perchè ho riposto molta amicizia, molta confidenza nella signora Balladoro; ma esigo, per Iddio, esigo... non le sembra giusto? di essere ripagato colla stessa moneta!

—Certo... certo.... Vi sarò riconoscente... obbligatissima per tutta la vita.

Donna Lucrezia impacciata e spaurita non avea osato d'interrompere il Barbarò che aveva tirato giù la ramanzina col viso rosso e colle labbra tremanti dalla collera. Ma quando tacque essa riprese animo, e volendo vendicarsi e far tremare alla sua volta quell'uomo che l'aveva umiliata e minacciata, lo fissò in volto arditamente, coll'audacia che nei casi disperati non sanno avere altro che le donne, e gli rispose lentamente, spiccando le sillabe e calcando adagio l'ultima parola come una puntura:—Certo... certo, caro signor Pompeo; ma per ricambiare la vostra amicizia e la vostra confidenza, non pretenderete già che io faccia la... la spia!

Pompeo rimase impassibile. Non appena la Balladoro aveva aperto bocca egli indovinò subito dove voleva ferire e parò il colpo, ed anzi volle mostrare la sua sicurezza, volle stravincere, ripetendo la terribile parola freddamente, senza un tremito nella voce, senza abbassare gli occhi, senza arrossire.