—No, io non voglio ch'ella faccia la spia; solamente voglio saper tutto perchè—e a questo punto sorrise malignamente—perchè così saremo in due a proteggere la marchesa e il suo amante!
La Balladoro dinanzi a simile imperturbabilità si sentì perduta. Impallidì, ebbe paura del Barbetta; paura di averlo offeso e di essere rovinata, e non pensò più ad altro che a placarlo e ad arrendersi coll'onore delle armi.
—Andrea Martinengo, a buon conto, non è il suo amante niente affatto!...
—No?... E che cos'è dunque?
—Si vogliono bene, ecco tutto!
—Scusate, ma non è poi la stessa cosa?
—Nemmen per ombra, tesoro mio! Siamo come si dice agli antipodi!
La Balladoro voleva esporre la teoria platonica dell'amore, "tutto spirito e contemplazione;" ma l'altro tagliò corto.
—Chiacchiere, chiacchiere, Donna Lucrezia!... Si potrà cominciare benissimo come dice lei, colla contemplazione, ma poi... tutte le strade conducono a Roma!
—Zitto lì, Epicureo senz'anima!—esclamò la vedova mostrandosi scandalizzata, ma pur insieme esprimendo con un sorrisetto la propria ammirazione per quel furbone del signor Pompeo.