Non si sarebbero riveduti più, ma promisero di scriversi. E allora, in quell'ultimo istante, uniti dal comune dolore, si abbandonarono alla più dolce intimità, e combinarono insieme i loro disegni. Come, dove, quando avrebbero dovuto scrivere per essere più sicuri?

Angelica raccomandò al Martinengo di spedire sempre le lettere a Padenghe, dirette alla Balladoro.

—Ma saremo poi sicuri veramente con questa signora?—domandò Andrea.

—Spero; spero di sì,—rispose la marchesa.—Non avrebbe nessun motivo per tradirmi, per farmi del male. In ogni modo bisogna rassegnarci. Se mi vuol scrivere non c'è altra via. Mandare le lettere a me direttamente è impossibile; io non potrei, neppur per sogno, andare a prenderle alla posta, e non ho un'altra persona di cui potermi fidare. Poi Donna Lucrezia è una chiacchierona, un po' frivola, un po' leggera, ma ha molto cuore, e a me ha dimostrata sempre una grande affezione. Di più è stata lei la prima ad offrirsi e, capirà, anche questa è una prova di amicizia, e mi ha risparmiato una gran pena.... Io certo non mi sarei sentito il coraggio di confidarmi per la prima, e di pregarla di farmi un simile favore....

Andrea si mostrò pago di queste ragioni. Egli, d'altra parte, se aveva maggior esperienza del mondo e se non si abbandonava ciecamente alla fiducia di Angelica, non conosceva punto Donna Lucrezia, nè poteva avere alcun sospetto.

Bisognava proprio partire. Ancora una stretta di mano, ancora un addio, una preghiera rotta dalla commozione, e poi.... non rivedersi più!

—Ma se proprio avremo la guerra, e....

—Morrei anch'io!—rispose Angelica, che avea indovinato, con una stretta al cuore, il pensiero di Andrea.

Poco dopo che la marchesa e il Martinengo si erano allontanati dalla Casina delle Romilie l'uscio si aprì pian pianino, e il signor Pompeo mise fuori la testa. Alzò la faccia, ancora verde di bile, girò attorno gli occhietti loschi, spiando se più nessuno non lo poteva vedere, poi rassicurato uscì dal casottino, e si avviò difilato verso Villagardiana.

—Ah! ah!—mormorò fra sè, stirando le labbra con un ghigno sinistro—è il tuo primo giorno di felicità?... Aspetta stasera a dirlo, ipocrita, sfacciata!... Si fa presto a essere forti, e a giurare di non più rivedersi, quando si ha nel cuore la bella speranza che crepi presto chi ci è d'incomodo!