—Deplorabilissimo, signora marchesa!—esclamò il Barbarò traendo un grosso sospirone e alzando gli occhi verso i putti del soffitto.

—Per carità, signor Pompeo, per carità, non mi faccia morire!...

—Diavolo; come la marchesa ha la morte facile!—pensò l'altro fra sè; poi, brevemente, facendo prima notare che i registri erano in pieno ordine e che la signora marchesa avrebbe potuto verificare l'esattezza di quanto le andava esponendo, e avendo cura di ripetere sempre che il signor marchese "quel che voleva, voleva" e non gli avea mai lasciato dire le sue ragioni, concluse colla fredda eloquenza delle cifre che l'ammontare dei debiti che aggravavano Villagardiana superava il valore del possesso, anche stimandolo assai alto.

—Ma, signor Pompeo,—esclamò Angelica colle lacrime agli occhi,—ella diceva sempre che Villagardiana doveva essere la nostra fortuna?!...

—Sicuro; Villagardiana doveva essere la fortuna della nobile casa; ma, ma, ma.... Pur troppo i ma sono parecchi!... Prima di tutto non son profeta, e non potevo certo prevedere che per tre anni consecutivi ci dovesse colpire la grandine!... Non potevo prevedere nemmeno il fallimento della ferriera di Dardanello che ci ha lasciato in asso colla torba e.... E infine, scusi, signora marchesa, non avrei potuto immaginare l'ostinazione del signor marchese nel non voler mai, mai una volta, aprire gli occhi!... Appena mi arrischiavo a toccare il tasto dell'economia, montava subito in furia e, quanto a me, oltre al rispetto e alla soggezione grandissima che ho sempre avuto per il signor marchese, ho una natura, lo confesso, piuttosto timida, e basta una parola per chiudermi la bocca!

Angelica, pallidissima, era atterrita e accasciata.

—Poi—continuò il signor Pompeo dopo un momento di silenzio in cui si era soffiato il naso e asciugato gli occhi—poi il signor marchese, poveretto, si è ammalato e allora lei stessa, marchesa, mi ricordo benissimo, mi ha detto, un giorno, che vagamente ho tentato di condurre il discorso sugli affari, mi ha detto di non infastidire il signor marchese, di non irritarlo a motivo dei suoi nervi....

—Il momento, me ne ricordo, non mi pareva opportuno, e poi anche dal tono del suo discorso, non avrei mai creduto che si potesse arrivare a una simile catastrofe.

—Catastrofe: è proprio la vera parola.

Il signor Pompeo ormai era a cavallo, e trottò via speditamente nella sua esposizione finanziaria, riuscendo nello stesso tempo a convincere Angelica che tutta la colpa di quella gran disgrazia doveva attribuirsi principalmente al signor marchese che non lo avea mai voluto lasciar parlare, e anche un pochino alla signora marchesa che non aveva dato importanza a certe mezze frasi, a certi sospiri pieni di sottintesi del signor Pompeo, che pure avrebbero dovuto essere altrettante rivelazioni. E quando tacque, finalmente, mostrandosi molto commosso e addolorato. Angelica, appoggiata coi gomiti alla scrivania, col capo fra le mani, scoppiò in un pianto dirotto.