Era tanto il turbamento e lo sdegno di Angelica, ch'essa non badò nemmeno a quella minaccia.

—Fuori!... Fuori!...

Invece, in quei pochi istanti, Pompeo era riuscito a rimettersi.

—Diavolo! non doveva aver paura d'una donna, e il marchese non gli poteva correr dietro in carrozzetta per bastonarlo!—Allora vedendo i denari ancora sulla scrivania li prese, e cacciandoli in tasca disse alla marchesa con voce malferma e senza guardarla in viso, ma pure con un sogghignetto che già gli spuntava sulle labbra:

—Penserà lei a scusarsi col signor marchese per non aver voluto firmare.... Badi, per altro, di non tirarmi in ballo.... in tal caso.... parlerò anch'io!

—Fuori!... Fuori!...—ripetè Angelica che non capiva, non sentiva altro che l'orrore che le ispirava quell'uomo. Il Barbarò uscì, chiuse la porta, ma allora, nell'allontanarsi udì uno scoppio di pianto.

In fretta, e internamente un po' vergognoso ad onta di tutta la sua impudenza, egli andò dritto nel suo studio e vi si richiuse. Poi, per un momento, si fermò in mezzo alla stanza muto, immobile, ancora col cappello in testa, a pensare.... Il tentativo gli era andato maluccio; aveva sbagliato i suoi calcoli.... E si sentiva il petto gonfio, oppresso, e dinanzi a' suoi occhi pareva distendersi un gran buio, un grande squallore.... Ma presto riuscì a vincersi, e alzando le spalle e gettando il cappello sul sofà pensò che stava proprio per commettere una grande minchioneria.

"Quella donna infine, avrebbe imbrogliato i suoi affari! Egli, nientemeno, correva il rischio di rimetterci Villagardiana!"

Allora pensò di scrivere subito al suo avvocato e di non aver più altra mira che l'utile proprio.... Ma coll'utile proprio provvedeva anche alla sua vendetta e per ciò, risoluto a pigliar le cose allegramente, si fregò le mani, e cominciò a fischiettare.