Cavò poi di tasca il portafoglio, lo aprì, prese i due biglietti da mille lire, e mormorò sventolandoli:—Tanti risparmiati!... Tanti risparmiati, signora marchesa!... Con questa roba me la rido delle sue smorfie e posso averne delle donne quante ne voglio!... Ah, Ah!... l'aristocratica disprezza il danaro?... Non vuol capire che il danaro è tutto a questo mondo? Preferisce le parolette dolci? Stupida; me lo saprà dire più tardi!...

A questo punto gli balenò un pensiero che lo tenne nuovamente sospeso:—E se una volta che cominciasse a provare lo strettezze e le privazioni, mutasse parere? Ma non volle abbandonarsi troppo alla speranza, e tornò ad alzare le spalle.—Chè! Chè! Anche lui aveva il suo amor proprio, e non ci sarebbe ricaduto in quelle reti! Stava proprio per commettere uno sproposito grosso!

—Tornate a casa, figliuolini miei, e non vi perdete mai più dietro alle donne!—diceva poi ai due biglietti da mille lire, nell'atto di riporli nello scrigno. —È una cattiva speculazione; perchè le donne costano sempre più di quello che valgono!

E chiuso lo scrigno tornò a fischiettare e a cantarellare:—Tanti risparmiati!... Tanti risparmiati!...

Ma non c'era verso; l'allegrezza non gli voleva scendere in fondo al cuore; anche dopo avere scritto all'avvocato non era contento della sua vendetta e pensava al modo di sciogliere "quella tresca" della marchesa con Andrea Martinengo.


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XI.