E più della paura di Pompeo la tormentava il dubbio, che di tanto in tanto le si affacciava alla mente, di poter essere stata tradita da Donna Lucrezia. Ma era un dubbio tanto orribile e le faceva apparire il mondo tutto così tristo che lo ricacciava subito spaventata. No, no; essa voleva conservare la sua fede, le sue illusioni a costo anche di essere ancora tradita!... Fra tutti coloro che la circondavano non ci doveva essere stato altri di tristo che il Barbarò. Pure, da quel giorno funesto, non avea più riveduta Donna Lucrezia, che era stata prima a letto col dolor di denti poi, mentre Angelica aveva fatto la sua corsa a Milano per parlare collo zio Diego, in fretta e in furia era partita anch'essa con un'altra corsa, dicendo a tutti che avea ricevuta una lettera in cui l'avvertivano che la Filomena era ammalata. "Figurarsi! L'appartamento era tutto aperto; le chiavi del guardaroba e dell'argenteria erano in mano della portinaia; una pettegola smorfiosa che avrebbe approfittato dell'occasione per ficcare il naso da per tutto!" Era partita sola, affannata, senza la Mary e promettendo al marchese che sarebbe ritornata "quanto prima."
—Ebbene—pensò Angelica fra sè, per un momento, dopo che Alberto le ebbe riferito ciò che la Balladoro gli aveva detto nel salutarlo—ebbene, passando da Milano condurrò io in persona la Mary da Donna Lucrezia, e vedrò dal suo viso se proprio è stata lei che m'ha tradita!
Ma in breve tornò a pentirsi e a provare rimorso de' suoi sospetti. "Non doveva supporre la Balladoro così abietta; non ne aveva diritto!... E poi, se proprio avesse pensato di tradirla, non poteva approfittare della lettera, fingendo che l'una o l'altra si fosse smarrita?... Invece gliele aveva consegnate tutte puntualmente! E, in fine, a che pro doveva tradirla? Perchè?... Essa non aveva fatto altro che del bene a Donna Lucrezia.... No, no! Era ingiusta coi suoi sospetti! E questa persuasione alleggeriva di un gran peso l'animo fiducioso di Angelica, e subito pensava che cosa avrebbe potuto fare per Donna Lucrezia, volendo quasi compensarla dell'ingiusto suo dubbio."
—Intanto, per altro, e senza perder tempo—continuava a riflettere Angelica—avrebbe dovuto avvertire Andrea che non le mandasse più le lettere a Padenghe, e che prima di scriverle ancora, aspettasse le notizie e le istruzioni ch'essa avrebbe trovata la via di fargli giungere appena potesse.... Dio, Dio! quanti avvenimenti, quante disgrazie erano accadute proprio in quel giorno.... il primo, il solo in cui si erano riveduti!... Come già aveva dovuto scontarlo quel barlume di felicità.... E se tutto ciò non fosse altro che un avvertimento divino?... Se fosse la punizione della sua colpa?
Angelica, a tale idea, rimase un po' scossa e impaurita, ma poi stringendosi nelle spalle, alzò rassegnata al cielo i suoi occhioni dolcissimi, in cui fra la mestizia scintillava un raggio d'amore.
"Ormai aveva promesso: sempre.... sempre, a qualunque costo!"
E così, ripensando ai giuramenti fatti e ricevuti, e alle appassionate parole di Andrea, Angelica, dimentica d'ogni altra cosa, cedette all'imagine che l'attraeva e alla seduzione che le penetrava nello spirito e nel sangue con un languore invincibile. Vedeva ancora gli occhi innamorati che la fissavano sfavillanti di tenerezza, e le pareva di essere avvolta dalla loro luce, di essere riscaldata dal loro calore, mentre la cara voce, morbida e insinuante, rendeva più forte quel fascino, rendeva più soave quell'estasi. Allora, per un momento, sentì come diffondersi intorno l'infinita serenità di quella tepida mattina così piena di sole e d'amore; sentì inondarsi l'anima della grande felicità che le era apparsa in un sogno incantevole; e come i neri fantasmi della notte si dileguano al sorgere lieto dell'aurora, così tutti i suoi dolori, tutti i suoi timori si acquetavano, si allontanavano e svanivano a poco a poco....
Ma il mondo, che Angelica voleva dimenticare, si ricordava invece sempre di lei; e il giorno stesso in cui i Collalto dovevano partire da Villagardiana capitò una lettera anonima al marchese Alberto, colla quale si avvertiva che sua moglie "aveva una tresca con un capitano d'artiglieria, che veniva apposta da Brescia per trovarsi con lei nei boschetti solitari o nei casolari abbandonati."
—Buffone!—mormorò il marchese che indovinò subito da chi gli doveva arrivare quella lettera.—Buffone!... non le sa nemmen fare le bricconate!