"Partiva.... non voleva proprio saperne di lui!... Lo aveva respinto, scacciato!... Partiva fiera, sicura, inflessibile; senza esitare, senza dire una parola, senza umiliarsi.... Anzi, pareva più superba!... Come doveva amarlo quello spiantato per sacrificargli tutta la sua vita! E come l'amore in quella donna, sotto quella corteccia fredda, impassibile, doveva essere strano, appassionato, ardente!..." e il Barbarò ricordava e ripeteva fra sè le parole dette dalla marchesa al Martinengo: Morirei!... Morirei!... "Chi sa? La matta, sarebbe forse capace di morir per davvero!... E Villagardiana?..." Figurandosela vuota come doveva restare dopo la partenza della marchesa, Villagardiana gli sembrava meno bella e meno ridente. Ma lui, non avendo più impicci, avrebbe disfatto mezzo il giardino per coltivarlo a viti, chè voleva gli fruttasse anche quello. E intanto si era fermato sopra pensiero a rodersi le unghie, quando fu scosso da un rumore di passi e dalla voce di Giulio che entrava nella stanza.
—Che vuoi?—domandò Pompeo al figliuolo, con un fare molto seccato, e senza muoversi dalla finestra.
—Volevo.... volevo parlarti....
—Chè! Adesso non è il momento; non ne ho voglia. Parlerai stasera, a tavola!
—Scusa, babbo, ma.... occorrerebbe proprio che ti parlassi ora, subito....
Sebbene la risposta fosse data colla solita timidezza rispettosa e quasi paurosa, l'ardire stesso di quell'insistenza fece colpo sul Barbarò che scostandosi dalla finestra e fissando Giulio maravigliato, gli si avvicinò domandandogli piano:
—Che c'è?
Giulio, cogli occhi bassi, un po' tremante e tossendo prima per schiarirsi la voce che non gli voleva uscire dalla strozza, balbettò in fretta, quasi col timore che l'altro lo fermasse a mezzo:
—Volevo dirti se non sarebbe il caso, visto che i Collalto sono anche parenti della signorina Mary, di cercare di.... di aiutarli.
—Aiutarli?—domandò il signor Pompeo sgranando gli occhietti.—Aiutarli?... In che modo?