—Ho detto "un assegno conveniente"—interruppe il Barbarò di malumore—cioè proporzionato non ai fumi degli Alamanni, ma alla nostra condizione.
—Ebbene—concluse il buon ragazzo risolutamente—la signorina Mary mi ha promesso di.... di corrispondere alla mia affezione e di rinunciare a qualunque assegno, purchè si possa aiutare i Collalto.
—E tu le hai risposto?
—Che ti avrei pregato e supplicato per ottenere il tuo assenso.
—Bravo merlo!...—E con queste idee hai in animo di prender moglie, e vorresti mettere su casa e piantar famiglia? No, caro; non sarò io tanto matto da permetterlo! Va', va' a cantar poesie al sole e alla luna! Va', va' a fare lo stragavante!... Del resto—continuò sogghignando—non capisco perchè la signorina Mary, tanto prodiga coi danari miei, non pensa invece colle proprie economie a soccorrere i nobili parenti!
—Piange sempre, e si dispera, appunto per non poterlo fare.
—Oh poverina!—esclamò il Barbarò con finta compassione.
—Ma—continuò l'altro—tutta la rendita della signorina Mary è appena sufficiente, avendo essa da mantenere anche la zia Balladoro.
—Ah, ah!—soggiunse il signor Pompeo sempre con tono ironico—è dunque colle sue rendite, che la signorina Alamanni mantiene sè e la vecchia?
—Sì; e lo può fare soltanto perchè il signor Francesco Alamanni le ha ceduta anche tutta la sua parte.