Invece la voce dell'Eroe, limpida e squillante, si diffondeva chiara nello spazio: le sue parole erano un saluto di amore, un inno alla libertà, una promessa di vittoria.
La folla, delirante, rispose ancora con un grido solo, ma in cui c'era la voce e il cuore di tutti:—Viva Garibaldi!
I petti balzarono; parve tremassero le case alte sotto il cielo stellato.
Garibaldi salutò sorridendo: biondo, come la leggenda cristiana immaginò il Nazzareno; sfolgorante nella camicia rossa, rischiarato dalla luce fantastica delle torce a vento, non era più un uomo, ma una apparizione, un mito. Era il simbolo della patria, era l'incarnazione della gloria.
Pompeo, soggiogato, drizzò un'altra volta gli occhiettini miopi verso il terrazzo; ma il fremito della folla non penetrava in lui. Egli era solo in mezzo a quel mare di gente. Pure un senso di sconforto e quasi di avvilimento si era fatto strada nell'animo suo. Sentiva, capiva per la prima volta che vi era al mondo qualche cosa di più potente, di più grande del danaro; qualche cosa superiore alla sua intelligenza e al suo cuore; qualche cosa di alto, di ben alto; a cui montando in piedi su tutti i suoi milioni, non avrebbe mai potuto avvicinarsi d'un punto.
—Ecco—pensava—se potessi anch'io avere una folla a' miei piedi, e farmi battere le mani, e gridare evviva!... Allora, chi sa, anche quell'orgogliosa che adesso mi disprezza, avrebbe per me un po' d'ammirazione... e... forse forse....
Ma fu un baleno. L'immagine della marchesa Angelica vinse subito il senso di abbattimento da cui era stato preso. L'odio e l'ira gli si ridestarono nel cuore e con tanta forza che, non potendo più contenersi, si sfogò contro lo Sbornia che continuava ad agitare il suo berretto:
—Diventi matto, buffone?!—gli gridò piano, fra i denti, tirandogli un pugno nella schiena.
Il Garibaldino si voltò colle guance accese, coll'occhio non più instupidito, ma scintillante; fissò in faccia il suo padrone e gridò, ma gridò forte, levando alte le braccia:—Sì!... Viva; viva il Generale!
Pompeo ghignò con un'alzata di spalle e non disse più una parola. Lo sprezzava troppo; non si voleva confondere! In quel momento avrebbe desiderato, invece, che tutta la folla fosse piena di debitori suoi, per averla in pugno e vendicarsi; oppure che capitasse improvvisamente un buon squadrone di cavalleria per caricarla e disperderla!