—Ti sarai spiegato male!... Non ti sarai fatto capire!
Lo Sbornia non rispose più niente.
Allora il giovanotto,—la speranza è l'ultima che si perde,—volle andare alla posta in persona per accertarsi.... Ma proprio non c'era nulla.
"Come mai?... Che cos'era accaduto?"
Tristo e pensieroso, Giulietto Barbarò attraversava la piazza grande del paese per ritornarsene al campo, senza nemmen badare a tutta la gente che si accalcava sotto i portici e riempiva la piazza con un trapestìo assordante, con un brusìo allegro e cordiale, fra cui spiccavano giovanilmente balde le camicie rosse dei Volontari, quando tutto a un tratto, e in men che non si dica, udì un grido, poi chiamarsi per nome, poi una persona che gli si precipitava addosso, soffocandolo in un abbraccio.
—Eccolo qui, eccolo qui, finalmente sto moscardin benedetto!
—Oh Donna Lucrezia!—esclamò Giulio facendosi rosso in viso, perchè lì, colla zia, aveva veduta la Mary, rossa rossa anche lei, che sorrideva.
—Venivo dalla posta in questo punto—balbettò—e....
—E la letterina che aspettavate era in cerca di voi!—interruppe la Balladoro, indicandogli la fanciulla i cui occhioni neri scintillavano d'amore e di tenerezza.
Qua e là, dai crocchi vicini, si voltava la gente osservando quell'incontro così espansivo, e allora Donna Lucrezia, che se n'era accorta, scodinzolando impettita cominciò a spiegare al giovanotto com'era nato il disegno del loro viaggio.