—Oh Dio, si soffoca!—esclamò la Balladoro.

—Se vogliono provare di sopra, ci sono altre sale ed anche la gran terrazza!—disse loro, tanto per liberarsene, un povero cameriere trafelato, che correva tenendo in equilibrio un monte di piatti e vivande.

La Balladoro e i due giovani salirono al primo piano e rimasero subito un po' ristorati trovandosi a respirare sopra un bel terrazzino, di prospetto al lago, tutto coperto da una folta vite. Anche lì non c'era più posto; per altro alcuni Garibaldini, amici e compagni di Giulio Barbarò, lo invitarono colle signore alla loro tavola; "si sarebbero ristretti un poco, ma avrebbero potuto pranzare tutti insieme." Colla fame che avevano, non si perdette tempo a far complimenti. Donna Lucrezia, ritta impalata, accettò il posto d'onore, e Giulio si sedette vicino alla Mary.

Tuttavia l'appetito dei due giovani durò poco; mangiavano in furia per potersi guardare, arrabbiandosi coi camerieri che aspettavano una mezz'ora fra un piatto e l'altro. Essi avevano già adocchiato un cantuccio della ringhiera dove avrebbero potuto parlarsi da soli; e la fanciulla faceva raccolta di midolla di pane per gettare ai pesci.

Dopo l'arrosto non ci fu più verso di tenerli a tavola. Si alzò prima la Mary, e si avviò tranquillamente verso la ringhiera col pane per i pesciolini; Giulio, facendosi rosso, le tenne dietro quasi subito.

Sul terrazzo c'era troppa allegria e troppo baccano, perchè la gente potesse badare ai due innamorati; e Donna Lucrezia, smesso il sussiego del primo momento, aveva cominciato a parlare del "loro zio Francesco Alamanni" che tutti i Volontari conoscevano bene, se non di persona, almeno di fama, e a mano a mano, infervorandosi nel discorrere, non pensava più ad altro.

—Guardi, signor Giulio, guardi che spettacolo incantevole!—esclamò la fanciulla ad alta voce, tanto per far credere intorno che il giovanotto le si avvicinasse per ammirare la bellezza della veduta.

Era cominciato il tramonto e Sirmione, fra le onde turchine, appariva dorata dall'ultimo raggio di sole. Era fantastica la linea rossa di fuoco, che chiudeva l'orizzonte; era maraviglioso il profilo cupo delle montagne sullo sfondo trasparente del cielo; ma i due giovani non vedevano nulla di tutto ciò: si guardavano; e tutto il mondo della Mary era negli occhi di Giulio, tutto il mondo di Giulio era negli occhi della Mary.

—E dunque?... ha parlato collo zio?—domandò il giovane piano piano alla fanciulla.

Donna Lucrezia, che da qualche tempo si mostrava molto smaniosa di veder concludere le nozze della nipote con Giulietto Barbarò, aveva fatto capire che se il mettere a parte lo zio Francesco di un tale avvenimento era un atto doveroso per la Mary, pure del suo consenso ne avrebbero potuto anche far senza.