—Contenta mi, contenti tuti!—ripeteva sempre la Balladoro. Ma così non pensava la Mary. Essa adorava lo zio Francesco, e ne andava superba. Ricordava i sacrifici ch'egli aveva fatti per lei in ogni tempo, e che continuava a fare, e lo ricambiava con una tenerezza e una sommissione di figlia.
Per tutto ciò la voce di Giulio tremava un pochino, mentre faceva la sua domanda alla signorina Alamanni.
—Ha parlato col signor Francesco!
—Sì; ho colto il momento in cui non c'era la zia presente e....
—Che ha risposto? Che ha risposto?—interruppe Giulio al quale non premevano i particolari, ed era ansioso di venire alla conclusione.
—Ha risposto che, in regola generale, era sempre stato il suo più vivo desiderio quello di sapermi... di vedermi collocata.—E adesso toccò alla bella fanciulla ad arrossire; ma per nascondere il vivo turbamento, si chinò sulla ringhiera, e ricominciò a gettare le briciole di pane ai pesciolini.
—Gli ha detto proprio tutto?—insistè il giovane, avvicinandosi di più.—Gli ha detto che... che mio padre, in origine, non era... un signore?
—Sì, e lo zio mi ha risposto che non si ricordava di aver mai conosciuto, nè veduto il signor Barbarò; del resto egli non faceva caso nè della nascita, nè delle ricchezze; voleva, e gli premevano due cose soltanto: che il nome fosse di gente onorata e che io....
—E che lei?...—insistè il giovanotto, fissando la fanciulla che si era interrotta.