—Non ho più pane—esclamò la Mary mostrando al giovane le sue manine vuote.—Vado a prenderne dell'altro,—e scappò via in fretta, piantando lì il Garibaldino, un po' confuso e mortificato, che non aveva saputo trattenerla, e non osava andarle dietro.

Donna Lucrezia, nel frattempo, col viso acceso e la voce forte, aveva raccontato ai nuovi amici tutti i grandi sacrifici compiuti per la patria dagli Alamanni, dai Badoero e dai Balladoro. Poi gli aveva fatti ridere a proposito del consigliere Spinelli, un coinon, un vero bucefalo che le era stato messo alle costole dalla polizia austriaca per tenerla d'occhio e per martirizzarla; e, in fine, dal cavaliere Spinelli era passata a sfogarsi contro certi italianoni, ai quali il governo dei moderati accordava la sua grazia!... Certi tomi, capaci capacissimi di fare il tisico quando era il momento di andare a battersi, e che per la patria non avevano versato mai altro che inchiostro!...

—Avrei un'azionaccia da raccontare, un'azionaccia...—ma a questo punto la Balladoro vide la nipote che si avvicinava, e allora—acqua in bocca, Lucrezia—esclamò—e siamo prudenti!

La Mary fe' un girettino attorno alla tavola, prese alcuni pezzetti di pane, poi tranquillamente tornò ad avvicinarsi alla ringhiera dove Giulio l'aspettava, dicendogli, come per intavolare un discorso un po' diverso da quel di prima:

—Sa?... Ieri ho ricevuto lettera dall'Angelica!

—La marchesa sta bene?—domandò il giovane un po' distratto.

—Bene; e Alberto pure. Sembra proprio che l'aria marina gli sia molto propizia....

—E dunque non mi vuol ripetere tutto quello che le ha detto il signor Francesco?—riprese il giovanotto, con voce sommessa, mentre la Mary, chinata sulla ringhiera, scioglieva colle dita la midolla del pane che lasciava cadere nell'acqua.

—Non so bene.... Mi pareva di aver raccontato ogni cosa.