Poveri ragazzi!... Essi non avevano più alcun timore "dopo la guerra;" non temevano nemmeno la venuta dello zio Francesco a Milano, per assumere informazioni!

E, in fatti, che ne sapeva Giulio di suo padre?... Che ne sapeva la Mary, del signor Barbarò?... Il giovanotto allevato lontano dal mondo, senza amici, credeva che il babbo fosse un po' inflessibile, un po' troppo positivo e attaccato al guadagno, ma... ma come avrebbe potuto un figliuolo, e un figliuolo semplice e buono, dubitare dell'onestà di suo padre?... Alla signorina Alamanni avevano detto che il Barbarò era un po' avaro, ecco tutto.

Era vero che Donna Lucrezia a giorni ne diceva roba da chiodi e a giorni, invece, lo portava alle stelle; ma la fanciulla non faceva gran caso tanto dei biasimi, quanto delle esaltazioni della zia. La marchesa Angelica poi aveva capito che Giulio e la Mary si volevano bene, e per uno scrupolo delicato non avea mai voluto parlare colla cuginetta sul conto del signor Pompeo.

Non dubitavano, non temevano nulla i due ragazzi!... Eran vicini vicini, curvi addosso alla ringhiera; sempre muti, si guardavano sempre. In fine, attratti da un fascino irresistibile, si avvicinarono ancora di più: la camicia rossa del Volontario toccava l'abitino di percallo a righe bianche e azzurre e ci fu un momento in cui un soffio d'aria più forte portò un ricciolo della Mary sulla tempia di Giulio Barbarò.

Intanto si era fatto notte; sulle tavole avevano accese le lucerne, e Donna Lucrezia, cogli occhietti lustri e con in bocca il suo bravo sigaro di Virginia, si lasciava trascinar dalla foga, a raccontare tutto ciò che prima avea durato molta fatica a tacere, cioè che "quel tisico falso," il quale tirava sempre in ballo la luna e le stelle, lo spirito e la contemplazion aveva... rovinata una sua dipendente. Una beota, del resto, senza grazia nè meriti, che si tingeva gli occhi e le guance mentre lei aveva sempre avuto per principio che per conservare la bellezza di una donna c'era solo uno specifico: acqua fresca in abbondanza!—E poi—continuava levandosi il sigaro di bocca e guardandosi attorno, mentre abbassava la voce—e poi... devo dirla?...

—Dica, dica!—esclamarono tutti i Garibaldini che se la godevano con la Balladoro, come fossero alla commedia.

—Poi, la donna deve mantenere sempre di più di quel che all'occhio promette e... corocochè!

Le risa, le acclamazioni risonarono per tutto il terrazzo.

La Mary, rossa per aver pianto, si voltò, inquieta, a guardare la zia, poi subito le si accostò, seguita da Giulio, pallidissimo, cogli occhi aridi e infossati.

Donna Lucrezia, appena li vide vicini, fece la faccia seria, mormorando, con timidezza affettata:—zitto, zitto; cambiamo discorso: c'è qui il mio carabiniere!