—Francesco Alamanni?... Oh, avrebbe provato all'Alamanni che il cuore dei giovani valeva bene quello dei vecchi, e il nome di Giulio Barbarò non sarebbe stato solamente il nome di gente onesta, ma pur quello di un valoroso. Ah, per Dio, se avesse potuto guadagnarsi una medaglia!

—Ma... se non fosse più tornato indietro?... Povera Mary!... Era certo, però, sì, sì... era certo che non si sarebbe più maritata!

Lì accanto al figlio del suo principale, marciava pure lo Sbornia, ma senza pensare a niente. Colla testa bassa, cogli occhi socchiusi, camminava dormendo.


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XVI.

Mentre Giulietto era in marcia per Salò, la Mary si trovava in viaggio per Milano. Le due signore avevano potuto rimaner sole nello scompartimento, e Donna Lucrezia, dopo uno sternuto formidabile, (si era raffreddata a pranzar fuori, sul terrazzo) avea finito coll'addormentarsi, e così lasciava libera la nipote nel suo raccoglimento.

La Mary, appoggiato il capo presso il finestrino, fissava cogli occhi intenti la campagna, che sembrava più vasta nella notte chiarissima, e che per la grande velocità del treno pareva correre dinanzi il suo sguardo con apparizioni svariate e fantastiche... ma il pensiero e il cuore erano lontani.... Erano in marcia verso Salò. Anche la fanciulla sospirava il giorno in cui la guerra sarebbe stata finita, e lo immaginava come un sogno di beatitudine e d'amore. Pur troppo anche alla sua fantasia si affacciò involontariamente un'idea paurosa; fu un momento di angoscia crudele; si sentì diacciare il cuore e pensò che—se mai—si sarebbe fatta suora, suora di carità... per il poco tempo che gli avrebbe potuto sopravvivere.

A Milano, in que' giorni, era sempre mesta, inquieta; aveva sovente gli occhi rossi e faceva disperare la buona Filomena perchè aveva perduto l'appetito, e andar sulle furie Donna Lucrezia perchè non si vestiva più bene, perchè non voleva più uscire a far visite, nè veder gente.