—Sarà in Tirolo—osservò la Filomena.

—Grazie tante, siora mammalucca!

—..."eravamo in pochi: la mia compagnia e quella del capitano Egisto Bezzi, che si è battuto come un leone...."

—L'ho conosciuto questo Egisto Bezzi; sicuro, sicuro. Non ti ricordi, Mary, a Desenzano? Un bel pezzo d'omo?

—..."fummo assaliti inaspettatamente, ma quantunque i nemici fossero al doppio di numero e molto meglio armati di noi, con certe carabine che non sbagliavano d'un punto, dopo una lotta accanita, disperata, li abbiamo respinti.

—Bravi tosi; evviva l'Italia!

—"Ma—e qui la voce della Mary tornò a farsi tremante—ma pur troppo dobbiamo lamentare fra i nostri molti morti e feriti. Io poi ho perduto un compagno che mi era affezionato; un antico agente di mio padre; un bravo soldato che fino dal quarantotto aveva fatte tutte le campagne con Garibaldi...."

—Lo Sbornia—esclamò la Balladoro.—Oh povero Sbornia!... Chi sa, chi sa, il signor Pompeo! ne sarà disperato!

La Mary alzò gli occhi, guardando la zia come per interrogarla. Essa non si rammentava d'averlo conosciuto questo agente del Barbarò.