—Da parecchio tempo non si vedeva quasi più col signor Pompeo, ma una volta era il suo factotum.... Tira via....
—... "Egli è morto, si può dire, fra le mie braccia. Durante il combattimento, il Micotti...."
—Bravo; il suo nome era appunto Micotti, ma tutti lo chiamavano Sbornia per... per antonomasia, come dice quel cane d'un... del.... Tira via, tira via!
—"Durante il combattimento, il Micotti era rimasto ferito a un piede da una palla morta. Ci tenevamo tutt'e due per riparo, inginocchiati dietro il grosso tronco di un albero; anche ferito egli non aveva detto una parola; aveva continuato a far fuoco, e per ciò, non m'ero accorto di nulla. Ma poi, quando i nemici cominciarono a ritirarsi ed io mi alzai, volendo raggiungere i compagni, egli allungò il braccio, e traballando mi afferrò con una mano.—Sei ferito?—gli chiesi subito notando il suo pallore.—Non è niente—mi rispose sforzandosi per camminare. Allora cercai di aiutarlo e di reggerlo quanto più potevo, e lo condussi passo passo, verso l'ambulanza. Eravamo soli (i nostri compagni ci avevano preceduti perchè era stato sonato a raccolta) eravamo soli in fondo a una valletta angusta, chiusa fra le rocce, e che dovevamo attraversare. A un tratto, in alto, su per que' dirupi, scorgo appena due Jägere il luccicare delle carabine, e quasi nello stesso tempo sento il fischio di una palla passarmi vicino all'orecchio; sento echeggiare nella valle il fragore delle fucilate, e il mio compagno che stramazza mormorando:—Buona notte!—Mi chinai per soccorrerlo; era morente. Una palla lo aveva colpito giusto in mezzo al petto.—Rialzai subito il capo, aguzzai l'occhio: gli Jäger si allontanavano, arrampicandosi come camosci. Presi di mira il più vicino, feci fuoco, ma che!... i nostri fucilacci sbagliano anche le montagne!... Guardai di nuovo: gli Jäger si arrampicavano ancora tutt'e due... e a un tratto sparirono per quelle gole...."
—Misericordia!... Un filo; proprio per un filo!—esclamò la Balladoro, mentre la Filomena, senza poter parlare, con le lacrime che le gocciolavano dagli occhi, tremante, avvicinava il bicchier d'acqua alla Mary, che vi bagnò appena le labbra, poi di colpo, corse via esclamando:—E lo zio Francesco?... Lo zio Francesco?!—e andò in camera nuovamente, e vi si richiuse.
—Dio, Dio, Dio, che angosce!—gemette allora Donna Lucrezia buttandosi sulla sedia, dov'era prima la nipote.—Senti il polso. Filomena!... Scommetto, non ho più sangue.... Dammi quell'acqua... no, aspetta... con una goccia di vermut.... Io già sono così; mi sforzo, per far coraggio a quella creatura; mi sforzo, mi sforzo, mi sforzo e poi non posso più reggere e soffro l'impossibile!... Dio, Dio, Dio, per un filo; proprio per un filo!...
Alcuni giorni appresso arrivava a Milano un'altra lettera di Giulio; ma diretta a suo padre, il quale dopo la battaglia di Custoza era scappato da Brescia. Questa seconda lettera conteneva pure una brutta notizia: Francesco Alamanni era stato ferito e fatto prigioniero. E Giulio pregava il babbo, se avesse creduto opportuno di comunicare la cattiva nuova alla signorina Mary, di farlo con molto garbo, preparandola a poco a poco, perchè non le cagionasse troppo dolore.
—Be'... be'!... Questa seccatura è per Donna Lucrezia. Quattro parolette, quattro smorfiette, e tutto è presto passato!
E Pompeo Barbarò, che alla notizia della morte dello Sbornia aveva esclamato colla signora Veronica "una bocca inutile di meno!" pensò adesso, in cuor suo, che se Francesco Alamanni non fosse più ritornato da quella guerra, non sarebbe stata una grave disgrazia.
—Ma invece—borbottava—pareva proprio che anche la mitraglia avesse rispetto per gli spiantati.... Anche quel Florindo del capitano Martinengo s'era trovato a Custoza, e l'avea passata liscia senza rimetterci nemmeno un pelo dei mustacchi!... Saranno state le orazioni della marchesa—continuava facendosi verde—che gli avran portato fortuna. Come sono ipocrate le donne!... Ficcano Domeneddio anche a fare il terzo coi loro amanti!...