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XVII.

Non erano scorsi molti mesi dalla morte del vecchio Micotti, quando un giorno Pompeo Barbarò, chiuso solo nel suo studio, dinanzi a certe carte, dovette convenire seco medesimo che il brav'uomo era proprio crepato a tempo. Quelle carte si riferivano a un processo che veniva intentato dal Ministero della guerra contro la Ditta Micotti e figlio, assuntrice per la fornitura delle scarpe e delle armi al Corpo dei Volontari.

Le frodi e i brogli commessi dagli appaltatori sarebbero forse rimasti inosservati o, come succede quasi sempre, lasciati nel dimenticatoio, se i ferravecchi forniti per armi ai Garibaldini non avessero sollevato il pubblico sdegno, e messo a rumore il campo del giornalismo. Tutti que' giovani pieni di vita e di valore erano andati a farsi ammazzare con macchinosi schioppettoni impotenti a resistere, impotenti a rispondere alle famose carabine degli Jäger. Le gazzette riportavano di continuo miracoli di valore rimasti senza frutto, e vittime innumerevoli dovute non alla bravura del nemico, ma alla disonestà degli speculatori, che era stata cagione di lutto e di lacrime per tante famiglie italiane. E quella indignazione che correva per tutto il paese, arrivò a farsi sentire in alto, e fu chiesto e fu istruito il processo contro la Ditta Micotti. Tuttavia se la giustizia avea potuto mettere le mani sui complici minori, "il capo e l'anima dell'impresa", narrava Il Moderatore, un nuovo giornale, come apparisce dal titolo, temperato e cauto, "era stato sottratto dalla morte al meritato gastigo."

—Chi era costui?—si domandava l'un l'altro.

—Un poco di buono; un imbroglione raffinato. Avea avuto anche la malizia di arruolarsi con Garibaldi per gettare la polvere negli occhi; ma Dio non paga il sabato. Era stato ammazzato a Ponte del Caffaro con una fucilata nella schiena, mentre fuggiva a gambe!

—Bene, per bacco!... Benone!... Ma anche il resto della compagnia—si gridava nei caffè, nei pubblici ritrovi—i soci, i ministri, i manutengoli, bisogna impiccarli tutti, senza misericordia!...

Intanto, a poco a poco, prima mormorato qua e là vagamente, come un si dice, poi pigliando la consistenza di un fatto vero, accertato, veniva messo in ballo il nome di "un certo Pompeo Barbarò" in tutte le losche operazioni della Ditta Micotti; ed anzi finì coll'essere accusato appunto "questo Pompeo Barbarò" e non più il Micotti, come la vera anima dell'impresa, il capitalista; colui insomma che disponeva dei quattrini.

—Allora bisogna impiccar lui per il primo!