L'asma, che aveva per la pinguedine, e l'affanno per aver fatto troppo in fretta le scale, non lasciavano fiato di parlare alla signora Veronica.

—Sono stata dall'avvocato.... dall'avvocato di Beppe!—esclamò sedendosi sopra una seggiola presso lo scrittoio.

—Perchè? domando io; che sugo c'era?!... Sempre quel brutto vizio di ficcarti e di pettegolare!

—No, no, signor padrone!... Non creda proprio—rispose la donna ancora intimidita; ma poi facendosi coraggio e sforzando la voce, soggiunse:—Volevo saper tutto!

—Tutto?... tutto che cosa?

—Ciò che riguarda il mio Beppe.

—Va bene: e che t'ha detto l'avvocato?...

—M'ha detto—rispose la Veronica con un terrore e un'angoscia inesprimibili,—m'ha detto che, come s'è messa l'istruttoria, il mio Beppe non potrà cavarsela del tutto pulito.... Lo metteranno dentro!...

—È ancora minorenne!... Gli toccheranno, al più, due o tre mesi!—rispose il Barbarò alzando le spalle.

—Due o tre mesi?... Ma è come un anno, signor padrone!... Come dieci anni!... È il disonore per tutta la vita! Per sempre!...