—Vorrebbe anche instradarlo verso la galera lei!
—Ecco un'altra ingiustizia! Gli ho preso un avvocatone che mi costa un occhio, oltre alle ventimila lire che mi son levato di tasca.... in questo momento di crisi. Poi, dato il caso che il processo non finisca del tutto bene, quando avrà scontato quei pochi giorni, lo terrò sempre con me.
—E sarebbe questa la sua ultima parola?
—Ma....
—Dica, dica, sarebbe proprio questa?
—Ma.... non saprei diversamente come fare!
—Allora senta anche la mia: se Beppe deve essere condannato, vuol dire che andranno dentro insieme!
Il signor Barbarò provò a minacciare, a infuriarsi, a pestar i piedi per la rabbia; poi a pregare, a supplicare colle lacrime agli occhi.... ma non ci fu verso di smuovere la Veronica, la quale fuori di sè, trasportata e trasformata dal furore e dalla disperazione, e ormai risoluta, a costo della vita, a salvare suo figlio o a vendicarlo, minacciava alla sua volta quell'uomo che non temeva più, che odiava adesso, che esecrava, e andò via ripetendo:—Si ricordi bene: se il mio Beppe sarà condannato, andranno in prigione insieme!
Partita la Veronica, Pompeo Barbarò era rimasto sbigottito; ma poi si tranquillò un poco: la mattina dopo, avrebbe visto Beppe Micotti, e insieme avrebbero trovato il modo di calmare la vecchia. Uscì un momento per prendere una boccata d'aria, ma rientrò in casa quasi subito, e si ficcò in letto. Cercava sempre più di rassicurarsi, pensando al suo colloquio con Beppe, pensando all'influenza che questi poteva avere sopra sua madre per consigliare, e, occorrendo, imporle il silenzio. Poi, riflettendo allo strano e improvviso mutamento di quella donna che, dopo essergli stata umile e sottomessa per tutta la vita, a un tratto gli si era rivoltata contro come una furia, sperò ancora che la comparsa della vecchia fosse stata una commedia, combinata d'accordo col figliuolo per carpire altro danaro, oltre alle ventimila lire.