".... A Panigale, chiamavano il Barbarò Mercante di pellagra... sì, questo era vero; ma d'altra parte i fondi rendevano una miseria, e gli speculatori non pensavano certo a seppellire il danaro sotto terra, quando si poteva comperare la rendita al 40 e al 41!... Poi se le annate erano cattive il Barbarò non poteva certo fare un contratto col sole o colla pioggia per favorire i raccolti e i contadini!"

Un altro appunto che gli facevano era di aver rovinato il marchese di Collalto.... "Ma se il marchese di Collalto era da dieci anni che si rovinava da sè?..." Dunque non bisognava mai precipitare nei giudizi; bisognava mettere in quarantena le ciarle dei malevoli, degli invidiosi, degli interessati. Se era proprio il figlio di un cuoco, tanto maggior onore per lui! Che talento, che occhio, che attività!....—Ma la storiella del nome?...—Non era vero che il nome l'avesse mutato; aveva aggiunto al suo quello di sua madre.... o di sua moglie.... Tutte scioccherie che non significavano nulla!... Sì, in quel pasticcio dei fornitori c'era del torbido assai, e nessuno certo voleva concludere che il Barbarò fosse candido come un agnellino; ma bisognava vedere dal processo, fino a che punto c'era entrato. Lui, in fine, da quel poco che si sapeva, non avea fatto altro che prestar danari alla Ditta Micotti.

—Il vecchio Micotti?... quello era una canaglia davvero, e hanno fatto benone ad ammazzarlo!

—Ad ammazzarlo?... Come?...

—In Tirolo.... l'hanno freddato con una fucilata mentre svaligiava i cadaveri!... Ma ha lasciato un figliuolo che non smentisce la razza!...

—Quel piccolo mariuolo cogli occhi loschi e la faccia vizza da vecchietto?

—Appunto.

—Starebbe bene in galera per tutta la vita!

Beppe Micotti, col suo contegno cinico e sfrontato, si era attirato le antipatie e gli odii del pubblico durante l'udienza; e però anche la grande canaglia dai colori incerti e fantastici del Micotti padre, ritrovava in quel farabuttino primaticcio la propria incarnazione. Tutte le furfanterie della Ditta Micotti ricadevano dal babbo morto sul figlio vivo... ed anche per questo motivo quando Pompeo si presentò nella sala del dibattimento fu accolto più bene che male, con un senso di maraviglia e di curiosità, cui non erano affatto estranei nè l'Eccellentissimo Presidente, nè il Procuratore del Re.

"Come mai?... Quell'omicciattolo da niente aveva tanti milioni? Era il Nababbo di Milano?" E, su quel subito, la volgarità dell'aspetto, dei modi, degli abiti del Barbarò, fu presa per una cert'aria di bonarietà modesta, mentre anche nel tempio magno della giustizia i molti quattrini del signor Barbarò infondevano a tutti, sebbene a tutti inconsapevolmente, un certo rispetto.