"Episodio triste. Ieri sera, verso la fine del famoso Processo dei fornitori e, precisamente durante la lettura della sentenza, la madre d'uno degli imputati, il Micotti, uscì improvvisamente in grida e in ismanie, tanto che si dovette ricorrere alla forza, per trattenerla dal commettere qualche eccesso. La povera donna, dedita alle bevande alcooliche, ed esaltata per la condanna subìta dal figlio, era stata presa da un accesso di pazzia furiosa.
"Sappiamo poi, da buona fonte, che il signor Pompeo Barbarò, il cui padre, in altri tempi, ebbe in proprie dipendenze la famiglia Micotti, fece ricoverare la povera donna in una casa privata di salute. Simili atti filantropici dell'Egregio Gentiluomo non sono nuovi del resto. A Brescia ricordano ancora le larghezze da lui usate nel cinquantanove in pro degli spedali militari; larghezze ripetute pure nel sessantasei, mentre il suo unico figlio, Giulio Barbarò, combatteva da valoroso in Tirolo con Garibaldi."
Il nuovo giornale Il Moderatore era diretto dal professore Eugenio Zodenigo.
XIX.
O bene o male, ormai Pompeo Barbarò aveva raggiunto la così detta notorietà. Il suo nome era molto discusso, nella sua probità non ci credeva nessuno, ma tutti credevano invece nei suoi milioni, e perciò anche i più feroci nel combatterlo dietro le spalle, sul muso gli si mostravano solleciti e cortesi. La gente per istrada si voltava indietro a guardarlo, e molti lo salutavano ch'egli neppur sapeva chi fossero. Insomma si ammiravano da tutti, se non il genere de' suoi affari, la sua avvedutezza, il suo ingegno, la sua fortuna, sicchè cominciava a passare per un ometto straordinario. Ma, si sa bene, ciò non poteva bastare nè agli stimoli della sua ambizione volgare, nè alle mire della sua grossolana furberia. Egli voleva salire per dominare, e anche per mettersi a capo o per aver parte nelle imprese o società colossali, in cui si può guadagnare molto danaro, e insieme consolidare il proprio credito, e la propria riputazione. Ma lì c'era ancora una grossa muraglia che gli sbarrava la via. Non solo il signor Pompeo Barbarò non era ricevuto in quelle grandi case che avevano fatta la fortuna e data la fama a suo padre; ma anche la ricca borghesia gli teneva chiuse le porte. Nessuno dei grandi finanzieri a cui aveva affidati i propri capitali, lo aveva accolto nell'intimità della famiglia, o invitato ai pranzi od alle feste; nessuna Banca lo aveva eletto a far parte del proprio Consiglio d'Amministrazione. Men che meno poi il suo nome avrebbe avuto probabilità di riuscita, se si fosse presentato come candidato nelle elezioni amministrative.
Lo stesso Zodenigo, che lo consigliava in proposito, gli raccomandava sempre di essere molto prudente. Bisognava prima che si fosse peepaato il teeno con qualche opera grandiosa di beneficenza, che facesse colpo sul pubblico, e gli aprisse la strada alla popolarità.
—Preparare il terreno sta benissimo,—rispondeva il Barbarò,—ma vorrei condurmi in modo da non rimetterci il mio.