Si sapeva che il Consiglio di Amministrazione aveva riunito d'urgenza l'assemblea degli azionisti, e si tenevano d'occhio le finestre illuminate del palazzo, dove appunto risiedeva la Banca.
—Son chiusi lassù a confabulare quei cani di signori!—mormorava la poveraglia coi biglietti in tasca che nessuno voleva più ricevere, altro che con un ribasso sempre maggiore; e così cominciava a sfogare il malcontento cogli urli, coi fischi, colle minacce.
Era pur corsa la voce della domanda del grosso prestito fatto alla Banca Nazionale, e chi comperava i biglietti a ribasso, faceva credere ad arte che i reggenti della medesima avessero già risposto con un rifiuto.
—Vogliamo il danaro nostro!... Il sangue nostro!... Abbasso i signori! Morte ai ladri del popolo!...
Di sopra, nella sala dell'assemblea, Pompeo Barbarò, sempre più spaventato, gridava intanto "che si barricasse il portone, che si mandasse a chiamare la forza;" ma invece gli altri soci, al vedere la paura di quell'omiciattolo, rimanevano tranquilli al loro posto, mostrando tutti una sicurezza, che alcuni forse non avevano in cuore.
—Il portone è molto solido—rispose il marchese di Rho, sorridendo colle labbra pallide.—Del resto se i dimostranti vogliono salire a farci una visita, saremo pronti a riceverli.
—Che spacconate!—pensò Pompeo fra sè.
Ma quasi subito, ad acquetarlo, si udì risonare nella strada il passo affrettato di una pattuglia e subito le grida e i fischi si rivolsero contro le guardie di questura.
L'assemblea intanto, ansiosa e inquietissima ad onta della calma apparente, attendeva la risposta della Banca Nazionale che non doveva tardar molto a venire, perchè quel Consiglio si era pure riunito d'urgenza per deliberare sollecitamente in proposito.
Pompeo Barbarò era ritornato solo in un angolo della sala, ma adesso assai lontano dalla finestra. C'eran le guardie, non aveva più tanta paura dei dimostranti, e tornava invece a pensare, a riflettere su ciò che aveva in animo di fare in quel momento. "Se si lasciava scappar l'occasione, sarebbe stato un minchione... ma se avesse corso pericolo di rimetterci del suo, sarebbe stato un più gran minchione ancora!..." Si sentiva il petto oppresso... aveva la testa in fiamme....—Che cosa doveva fare? Che cosa doveva fare?...