Si poteva essere più abili? No certo; e Pompeo, mentre cogli occhietti scintillanti e gli zigomi rossi riceveva ringraziamenti e congratulazioni, pensò che avrebbe fatto maravigliare, colla sua grande diplomazia, lo stesso Zodenigo.
Bisognava pensare adesso a calmare il furore dei dimostranti e a scioglierli pacificamente, prima che accadessero più gravi disordini.
Il delegato, dinanzi al portone della Banca aveva già fatto sonare i tre squilli di tromba, ma la folla irritata strepitava sempre più forte, quando all'improvviso il marchese di Rho, spalancate le imposte di una finestra, annunziò alla moltitudine rumoreggiante, che la Banca era in istato di far fronte ai propri impegni, e che il giorno dopo, alle nove antimeridiane, sarebbero stati riaperti gli sportelli, come il solito, per il cambio dei biglietti.
Bastarono queste parole a mutare i fischi in evviva; evviva che ebbero un'eco nell'assemblea, ma diretti a Pompeo Barbarò, che per un momento ancora, vedendosi fatto segno a tante dimostrazioni di stima, domandò a sè stesso se non era andato troppo innanzi, se proprio non aveva commesso uno sproposito.
—No, no; tutto il merito stava solo nell'averle in cassa, le ottocentocinquantamila lire!
L'assemblea non si sciolse prima di aver stabilito le norme e i preliminari del prestito, e Pompeo Barbarò, che poche ore prima era entrato alla Banca solo, e si vedeva schivato da tutti, ne usciva a fianco del marchese di Rho e degli altri membri del Consiglio.
In istrada c'era ancora molta gente. Era stato riferito che quel riccone del Barbarò aveva prestato un milione alla Banca degl'Interessi Lombardi Provinciali, intimando "ai signori di non tradire il popolo" e volevano vederlo mentre sarebbe uscito, e infatti sulla porta del palazzo una frotta di monelli lo seguì, schiamazzando sempre, e lo accompagnò sino a casa. Là si formò di nuovo la folla dei curiosi, e mentre Pompeo stava per andare a letto, udì gridare il suo nome fra gli evviva.
—Che diavolo succede?—domandò al servitore, che entrava in quel momento, anche lui tutto stupito.
—C'è la strada piena di gente! Lo vogliono vedere alla finestra, gridano: Viva Pompeo Barbarò! Viva il figlio del popolo! Viva il salvatore della povera gente!...
—Dov'è Giulio? Chiama il signor Giulio!... Che venga anche lui, a sentire!—esclamò il Barbarò, mentre tornava a vestirsi in fretta, colle mani che gli tremavano per la commozione.