Essa lo cercò nella prima stanza... non lo vide. Posò il fiasco sulla tavola, prese la candela, e passò nell'altra camera: non v'era nemmeno là. Allora, maravigliata, si mise a chiamare:

—Pompeo! Pompeo!

—Son qui!—rispose una voce bassa, soffocata, dal fondo della camera. La Betta alzò il lume per vedere di dove veniva la voce, e scoprì Pompeo rannicchiato, nascosto fra il letto e la parete.

—Che hai?!... Ti senti male?—domandò spaventata.

—No. Ti aspettava....—e così dicendo Pompeo si alzò in piedi: tremava come una foglia.

—Oh povera me! Tu sei malato!

—No.... no.... Dammi un bicchier di vino.

Ma la Betta non ebbe tempo di passare nell'altra stanza a prendere la bottiglia; un rumore confuso di voci, di passi pesanti, di sciabole e di fucili risuonò a un tratto sotto l'atrio della casa.

—Vergine santa! I gendarmi!...—gridò la Betta nascondendosi il capo fra le mani.

Pompeo non si mosse, non disse verbo; allibì.