—Tu?!... Tu?!... Spia!... E la padrona... la padrona prima di morire...—Ma la Betta non potè dir altro: cadde giù, bocconi, sulla sponda del letto, scoppiando in gemiti e singhiozzi.

—Calmati... calmati... Sta zitta,—mormorò Pompeo dopo un poco, avvicinandosi, ma senza osare di toccarla.—Calmati.... Sveglierai Giulio... che dorme!

Ma la Betta non lo udiva nemmeno. Continuava a singhiozzare, mentre un tremito convulso di tutta la persona le faceva battere i denti.

In breve le stanzucce dei portinai si empirono di gente. Erano lo persone addette alla casa, che correvano là ansiose di raccogliere informazioni intorno all'arresto del padrone.

—Come mai, e da quando il signor Giulio era ritornato a Milano?... Come aveva fatto per entrare in casa?... Chi lo aveva veduto?... In che modo era stato scoperto dalla polizia?

Ma nessuno sapeva spiegare quell'arcano, e Pompeo pareva più sorpreso di tutti. Parlavano tutti insieme, sommessamente, e chi diceva una cosa, chi un'altra. Le donne si facevano ogni momento il segno della croce e intanto il fiasco di vino, portato dalla Betta, andava in giro rincorando gli afflitti.

A un tratto rimbombò sotto l'atrio un gran colpo: picchiavano alla porta; quelli di dentro ammutolirono e si guardarono in viso spaventati. Poi, come Pompeo non si moveva, il mozzo di stalla, fattosi animo, andò lui ad aprire.

Ma appena visto chi entrava, si sentirono sollevati; era il ragioniere, che dormiva in casa.

Il pover'uomo non sapeva ancora nulla dell'accaduto, e strabiliando si faceva raccontare da tutti, e ripetere quella sola cosa che gli potevano dire; che cioè, il padrone, il signor Giulio, era stato preso dai gendarmi!

Anche lui fece le medesime domande che poco prima avean fatto gli altri. "Come mai il signor Giulio era ritornato a Milano?... Chi lo avea veduto?... In che modo era stato scoperto?..." ma neppur lui ottenne alcuna risposta soddisfacente, e allora raccontò alla sua volta che quella stessa sera la polizia aveva messo dentro anche il banchiere Nicola Mazza, quello sull'angolo di Via Orefici.