—Va... chiamami il signor curato... e non aver paura.

—E Giulio?... lo vuoi vedere?—le domandò Pompeo che per prudenza pensò bene di ricordarle il figliuolo, prima che rimanesse sola a spassionarsi col prete.

—No! no!—rispose Betta vivamente, rifacendosi rossa.

Pompeo, che si sentiva rianimato e sicuro, ebbe allora un sentimento di gratitudine verso quella donna che gli moriva così in buon punto e, forse per la prima volta da che erano marito e moglie, la baciò leggermente sulla fronte madida, sussurrandole piano, a mo' di conforto:—Ti farò dir tante messe!

Quando uscì dalla camera, era proprio commosso per quel suo atto di bontà, e incontrata una delle vecchie donne di casa, sospirando e facendosi compassionare la pregò volesse tener un po' di compagnia alla sua povera moglie nel tempo che lui per contentarla andava a cercare il signor curato; e così dicendo cominciò a piangere per davvero.

Ed anche strada facendo, ormai avea preso l'aire, continuava a fare i lucciconi; ma camminava lesto lesto, e sentiva che quella brezza mattutina gli metteva appetito.

—Che disgrazia!—mormorava fra sè, mentre gli veniva quasi la voglia di spiccare un salto.—Una donna come la Betta non la troverebbe mai più!... Dio, Dio, che disgrazia! Sarebbe rimasto solo, col suo bimbo fra le braccia.... e per farsi animo entrò da un liquorista a bevere un bicchierino di zozza.

...E i rimorsi!... Che rimorsi! Non si era mai sentito tanto in pace colla sua coscienza. Avrebbe tenuto in serbo le cinquanta mila lire e le avrebbe consegnate al padrone, oppure alla padroncina quando fosse uscita di minorità...—Lo aveva giurato ed era un galantuomo!

—E se invece di tenere quel capitale infruttifero per tanti anni avesse trovato modo d'impiegarlo bene?