Il curato arrivò con gran fretta: era ancora come Pompeo lo avea trovato in sacristia, in sottana lunga, senza nicchio nè mantelletta. Salutò le donne riunite nella prima stanza, toccandosi appena la papalina, o passò dall'ammalata, accostandosi al letto leggero come un'ombra, senz'altro rumore che il fruscìo della veste.
Gli bastò un'occhiata per capir subito che la donna non era ancora agli estremi, e si mise di malumore perchè gli avevano fatto furia inutilmente.
—Sempre così,—pensava benedicendo l'inferma alla lesta,—i pitocchi sono i più solleciti a farsi servire!
Poi, curvandosi per ascoltare la confessione, appressò la sua faccia pallida, fredda, impassibile al viso scarno e acceso della Betta soavemente irradiato, in quel punto, d'innocenza e di fede.
Era lei che moriva; era lei che espiava! La Vergine Santa dei dolori avrebbe esaudita la sua invocazione suprema, liberato il prigioniero, toccato il cuore di Pompeo; essa, Regina degli afflitti, avrebbe soccorso, protetto il bambinello suo, che rimaneva senza la mamma.... La febbre le allietava la mente di care visioni e la speranza, l'eterna lusinghiera, concedeva alla martire quell'ora di calma e di pace.
La confessione fu breve, e il portinaio, il quale dietro l'uscio spiava ansioso la faccia del prete, non ebbe tempo di apprensionirsi; lo vide presto rialzarsi su, sempre freddo e impassibile, mentre l'inferma, che avea fatto uno sforzo penoso per sollevarsi sui gomiti, ricadeva spossata, affondando il capo nel guanciale. Pompeo allora respirò più libero, pur continuando a osservare.
Il prete trinciò un'altra benedizione colla mano allungata, che si moveva svelta, in tre tempi, come fosse regolata da una macchina; poi si levò la papalina, la tenne stretta fra le mani giunte, e socchiudendo gli occhi sotto le ciglia irsute, bisbigliò una breve orazione accompagnandosi con un leggero dondolìo del capo. Indi sbottonatasi la sottana sul petto, cavò fuori da una tasca interna un crocifisso d'argento, e lo avvicinò alle labbra della Betta che lo baciò devotamente. Infine, ripulito il crocifisso col fazzoletto bianco, e mormorando all'inferma:—Coraggio; confidiamo nella bontà del Signore!—si rimise la papalina, disponendosi ad andar via.
Pompeo che aspettava quel momento si fe' innanzi e con faccia compunta condusse il curato in un angolo mezzo buio della cameretta.
Non era il caso di farmi tanta furia!—brontolò subito il prete a mezza voce.—Si poteva aspettare, senza pericolo, un'altra settimana!