—Gesù Maria!... E il signor padrone?!—esclamò a un tratto l'Assunta, tutta spaventata.
—Il signor Alamanni e il banchiere Nicola Mazza—rispose il medico—furono mandati a Mantova. Là si farà loro il processo, e si ha ragione di temere una condanna capitale.
Pompeo si fe' pallido e non ebbe coraggio di dire una parola.
—Ah Gesù Maria! Povero il nostro padrone!... Povera padroncina!—riprese gemendo la vecchia.
—Oh quella bimba, è propria disgraziata!—soggiunse il medico tristo tristo.—Pare che essendo colpito dalla proscrizione anche il signor Francesco, ci sarà la confisca di tutti i beni degli Alamanni.
—La confisca?... E noi allora? O come camperemo?—domandò l'Assunta guardando Pompeo, istupidito, per avere un conforto da quell'altro suo compagno di sventura. Ma subito fu commossa da un sentimento più generoso di pietà per il signor padrone così buono, e per la padroncina e la signora Lucrezia, che sarebbero rimaste nella più squallida miseria.
—Ma come mai quella santa della signora Lucia, che dovea essere in Paradiso di sicuro, permetteva che accadessero tante disgrazie nella sua famiglia?
—Morta lei, non c'è stato più bene in questa casa,—osservò il dottore.
Ma la vecchia era passata dalla pietà al furore, e alzando le mani con le dita lunghe, irrigidite, e piegandole come artigli, esclamò: