La mamma lo seguì cogli occhi; ma uno sfogo era necessario alla sua indole impetuosa, rimasta troppo a lungo soffocata per la presenza e per la soggezione in cui la teneva il padrone: andò fin sull'uscio della scaletta, e mentre il figliuolo la montava a salti con una gamba sola:—O Gostina,—gridò con tutta la voce sua forte e vibrata,—fa lume! Vuoi che il mio Beppe si rompa il collo, stupidaccia, infingarda?—Poi, dopo quel po' di sollievo, ritornò ancora umile e sottomessa ad avvicinarsi allo scrittoio.
—Un'altra volta, quando vengo io, devi dire alla serva che lo metta a cuccia quel tuo scimmiotto!
La signora Veronica non fiatò.
—Sai bene che non amo le smorfie, e che i ragazzi non mi piacciono.
—Credevo che... quello lì... almeno una volta tanto....
—Quante storie! Quello lì come gli altri; e finiamola!... Sai bene che la tua è una fissazione... una scioccheria senz'ombra di fondamento!... E poi, anche se fosse, te l'ho detto cento volte: io non c'entro. Suo padre è... tuo marito; e te l'ho fatto sposare apposta. È il registro della parrocchia quello che stabilisce la paternità; se no, ci vorrebbe altro: sarebbe una confusione del diavolo!... Credevo poi di averne fatto abbastanza dei sacrifici. Tuo marito da sguattero, che era prima, l'ho messo quasi alla direzione dei miei affari.... Tu non eri altro che la mia serva e adesso fai, si può dire, la vita del Michelaccio: sei linda, e rosea, e fresca, come una fattoressa! Io vesto, io mantengo, io mando a scuola il tuo figliuolo e non sei ancora contenta?... Ma—e qui l'omiciattolo sbuffò—è sempre stato il mio destino, di seminar benefizi e raccogliere ingratitudine.
La donna stava a sentire que' rimproveri colla testa bassa; ma pensava intanto ai trenta fiorini prestati sul medaglione, quando appunto il Barbarò che, sempre brontolando era giunto alla nota della Beltrami, diè un salto sul seggiolone con un grande tintinnìo di ciondoli, e tirandosi indietro, e alzandosi anche più il cappello sulla fronte per fissare meglio in faccia la donna domandò:—Come sta quest'affare? Trenta fiorini di pegno per una miniatura?... Fammela un po' vedere!
La signora Veronica si accostò al divano, frugò nella sacchetta che aveva portata con sè, trovò la miniatura e mostrandola al padrone balbettò, con voce non molto ferma:—Mi aveva ordinato lei di essere piuttosto andante nella stima, se mi capitava sotto mano la signora Balladoro....
—Certo, certo, sicuramente!—esclamò il Barbarò cogli occhietti che gli sfavillavano di gioia:—dunque è venuta?... È nostra, finalmente?!
—Non è venuta lei, ma ha mandato una vecchietta col pegno: la serva, si capisce.