La Filomena rispondeva alla padrona dalla stanza della Mary, accanto al salotto, la quale il mercoledì serviva da anticamera col lettuccio della fanciullina rifatto a divano.

—E la legna, l'hai ordinata?

—La portano a momenti; ma ho dovuto dare un acconto al carbonaio, se no, m'ha detto sua moglie (perchè lui non c'era in bottega) che avea lasciato l'ordine di non mandare a casa nemanco un fascinotto!

—Che vada a farsi friggere, quel muso da cane!—esclamò stizzita Donna Lucrezia che conservava purissima la parlata veneta, quantunque dall'epoca del suo matrimonio fosse sempre rimasta all'ombra del Duomo.—E d'ora in avanti, ricordatelo bene, non devi mettere più i piedi nella bottegaccia di quello svizzero senza creanza!... Mai più; mai più; mai più!—E siccome in quel punto Donna Lucrezia levava la polvere con una bacchetta da una seggiola, diede tre colpi così furiosi, borbottando quei tre "mai più!" come se lì sotto, invece dell'innocente lana gialla damascata, ci fosse stata la pelle del rozzo carbonaio.

—E bada di accendere presto le stufe, e di mantenerle calde tutto il giorno; anche quella dell'anticamera; perchè le visite, appena dentro, devono subito sentirsi riavere. È una pitoccheria il fare come certuni che riscaldano il salotto solamente. Ma con te, quando una cosa non t'entra, è come cantare ai sordi!... Invoco di essere in casa di una signora dovevi andare a far la serva a un bottegaio arricchito!

La Filomena, zitta zitta, la lasciava dire.

—Hai inteso, pampalùga!

—Sissignora, sarà servita!—E la vecchiarella, sospirando, continuava a pensare fra sè, che invece di cuocere al mercoledì come in un forno sarebbe stato meglio assai avere un po' di calduccino tutti i giorni; così almeno la famiglia non sarebbe stata raffreddata tutto l'inverno.

Donna Lucrezia, preso uno strofinacciolo, e sbrigando ogni faccenda colla sua sveltezza maravigliosa, aveva cominciato a spolverare i mobili, e a mano a mano ch'erano puliti li rimetteva a posto. Quand'ebbe finito si rialzò, stirandosi la vita che le doleva, per essere stata curva troppo tempo, e dopo aver mormorato con un respiro di sollievo:—Oh, se Dio vuole, anche questa è fatta!—chiamò la Filomena, che sentiva sempre trafficare nell'anticamera.

—Ohi, papatàsi! Vieni a darmi una mano per rimettere il canapè.