Ma appena il canapè fu rimesso al suo posto (fra la parete e il tavolino di noce), Donna Lucrezia si fermò a guardarlo meditabonda, mentre accendeva e stringeva tra le labbra il sigaro che non volea tirare.

—Misericordia, come cresce quel patacon!

In fatti sopra una spalliera del canapè, pure di lana gialla damascata, si scorgeva, dove le visite dovevano aver appoggiato il capo, una larga chiosa d'unto.

—È stato il professore,—brontolò la Filomena, che pure era rimasta attonita e dolente, dinanzi a quel disastro del salotto giallo.—È stato il professore, che ha sempre la zazzera unta, bisunta!

—Taci là, piavola!—esclamò Donna Lucrezia diventando rossa per la stizza.—I capelli del professore Zodenigo hanno una lucidezza naturale che è uno splendore!... E poi sta a vedere, adesso, che la gente non dovrà appoggiare il capo sulla spalliera! Benzina ci vuole, cara la mia vecchia; benzina e fregamento.—Ma, a proposito, quando hai accompagnato la Mary a scuola, le hai consegnato l'onorario per il Professore?

—Sissignora!—rispose la Filomena sospirando come avea fatto poco prima per lo sciupìo della legna.

—Non bisogna mai aspettare il primo del mese a fare il proprio dovere. Non è da gente di garbo. E ti sei ricordata di involtare i fiorini in un bel pezzo di carta bianca, e di unirvi il mio biglietto di visita?

—Per l'appunto; e siccome di carta bianca, pulita, non ne avevo, me la son fatta prestare dalla Rosetta. Figurarsi! quando ha sentito che dovea servire pel professore mi avrebbe data anche l'anima sua!

—Sciocca, balorda e rimbambita! Quante volte ho da ripetere che non voglio assoluta...—ma a questo punto Donna Lucrezia dovette fermarsi: la bile le avea fatto andare in gola il fumo del sigaro. Cominciò a tossire, a starnutire e pareva che gli occhi le schizzassero dalla testa. Finalmente ancora mezzo soffocata dall'affanno:—quante volte avrò da dire—ripigliò—che assolutamente non voglio confidenze con quella pandolòna che per la smania di scimiottarmi s'è messa a far la sentimentale col Professore?!... Col poeta celebre del Ponte dei Sospiri! Lei, figurarsi! una plebea, un'ignorantaccia che non sa scrivere il suo nome: la figlia della mia Pipelet!