—Nossignora, ma...—la vecchierella teneva la testa bassa come se volesse contare i mattoni del pavimento.

—E non ti muovi?... Viscere care delle mie pantofole... bisogna correre a comprarla da un altro!

—Ma... i danari, signora padrona?

—I danari?... E i trenta fiorini che hai avuto ier sera?

Filomena stese la palma della mano e fe' l'atto di soffiarci sopra.

—Spariti?... Spariti in un baleno?! Oh, santi numi!—esclamò Donna Lucrezia, mettendosi in tasca il mozzicone spento.

—Due fiorini...—cominciò la serva contando ogni numero sulle dita nere e ossute,—due fiorini gli ho resi alla portinaia. Me li ero fatti prestare colla scusa d'aver dimenticato i quattrini della spesa e che mi pesava di rifar le scale....

—Ne restano ventotto! tiriamo innanzi!

—Dodici fiorini al professore Zodenigo: dodici e due quattordici....