—Per arrivare a trenta ce ne mancano sedici!—interruppe la Balladoro, che in aritmetica era più pronta assai della Filomena.
—E le spese di stamattina? E i tartufi, e i filetti, e i ravioli, e i fiori, e il canfino, e finalmente i nove fiorini che ho dovuto snocciolare al carbonaio?...
—Colpa tua! Dovevi tenerti in mano qualche spicciolo!... Dovevi levartelo d'attorno con un acconto, quel ladro d'un croato!...
—Vergine Santa, è stata lei a gridare che fosse pagato fino all'ultimo centesimo!
—Taci là, pampalùga!... Non si risponde alla padrona!... Chi li tiene i danari?... Te!... A chi li affido io, senza manco contarli? A te!... Dunque tu sola potevi sapere quanti ancora ne rimanevano da spendere e dovevi regolarti!... Ma siccome vedo che hai le mani bucate... vuol dire... vuol dire che penseremo a metterci riparo!
La vecchietta chinò il capo mortificata, e si asciugò nel grembialuccio tutto toppe, gli occhi e il naso. Era proprio lei che aveva la cassa; e questa era una piccola astuzia della Balladoro, la quale colla scusa della fiducia illimitata non voleva saperne di rendiconto e però non era mai obbligata di pagarle il salario. Restava come sottinteso che la Filomena se lo sarebbe ritenuto sulle varie somme che a mano a mano le venivano affidate; ma siccome queste non bastavano mai nemmeno per la spesa, così la serva restava sempre in credito del suo mensile senza che l'altra dovesse rimetterci della dignità facendo vedere di essersene accorta.
Donna Lucrezia pareva come accasciata da quel colpo impreveduto. Buttatasi sopra una poltroncina si guardava attorno smarrita, e i suoi sternuti avevano preso alcunchè di flebile, di gemebondo, che spezzava il cuore alla povera Filomena.
—Non c'è versi!... Per oggi non si potrà ricevere!... Chi sa, chi sa che cosa dirà la gente!... Un altro mercoledì mi pianteranno in asso; il mio salotto giallo rimarrà deserto, ed io sarò come bandita dalla società!... E se ricevo e pigliano un'infreddatura... peggio che mai! No, no; bisogna trovare una scusa, una scusa plausibile.... Dirai che sono ammalata molto ammalata; che ho presa la morfina, e che dormo!
Ma a questo punto un altro pensiero e più terribile finì col mettere Donna Lucrezia alla disperazione!... E il professore Zodenigo?... Avrebbe dovuto rinunziare, per quattro fascinotti, anche al suo poeta, al poeta celebre del Ponte dei Sospiri?... Chi sa la Rosetta, quella smorfiosa, che gusto ci avrebbe avuto!