—Se facessi un viaggetto fuori d'Italia? Se andassi un po' a Vienna per star a vedere come si mettono le cose?—e intanto si lisciava colle dita tremanti le basette bigie.—A Vienna?... E i miei affari? E lo studio? E la clientela?... Maledetti anche i Francesi che hanno sempre il diavolo in corpo!... E poi, se si desse il caso che i Tedeschi avessero la peggio, io trovandomi fuori, starei fresco! Non potrei più ritornare a Milano!... E se invece tengo duro e rimango, chi mi assicura che ai primi schiamazzi, quando ricompariscono le coccarde tricolori, non mi facciano la pelle?... È vero, per altro, che ho sempre cercato di tenermi in buone relazioni anche coi capi scarichi; mi sono sempre mostrato dolce, cortese, servizievole... ma, ma, ma... si sa bene; l'uomo è una bestia irragionevole.... Sono un austriacante?... Niente affatto! Ho servito il Governo, ma in via amministrativa; come un altro cliente qualunque; come servirei un Turco, un Ottentoto, che venisse a chiedere i miei servigi!
Ma invece di un Ottentoto, gli capitò allora nello studio Donna Lucrezia, col naso più rosso del solito per il freddo, e ansante in modo che sulle prime non riusciva a parlare.
—Oh guarda un po'! La nostra cara Dogaressa!—esclamò il Consigliere andandole incontro, con un'effusione straordinaria. Se non ci fosse stato quel naso rosso e rugiadoso, tale da incutere rispetto anche ai più audaci, l'avrebbe forse abbracciata. Invece si contentò di farla sedere sulla poltroncina di cuoio, vicino al caminetto, e si chinò premuroso per attizzare il fuoco.
—Che buon vento!... Che buon vento l'ha menata da queste parti?
—Un vento... un vento sbalorditoio!—Donna Lucrezia starnutò; ma quando fu per soffiarsi il naso si trovò tra le mani lo strofinacciolo che nella confusione aveva cacciato nel manicotto, invece del fazzoletto.
—Sempre infreddata?
—Sempre, sempre; è un gran destino! Ma quella talpa della Filomena, che deve essere gelata come il naso di un gatto, riscalda tanto le stufe che par d'essere in un forno! Poi, quando si esce, sfido io a non infreddarsi!
—Tutti non hanno il sangue caldo come Donna Lucrezia!—esclamò il galante Consigliere, e poi subito pensò tra sè:—Brava, brava! La vecchia fa grandezzate: allora non è venuta per chiedere quattrini!—e istintivamente avvicinò ancora di più la propria seggiola alla poltrona della Balladoro:—Dunque che cosa abbiamo di nuovo?
—Ecco: son qui per... per avere un consiglio da lei.