La casetta era posta in riva al mare, e il buon vecchio udiva solo il rumore monotono delle onde che si rompevano contro la scogliera. All'altro rumore, a quello del ferro del bastone, non ci aveva badato.

—A noi, in fine,—riprese la fanciulla balbettando nel cercare una scusa attendibile, e senza pensar bene a quanto stava per dire,—a noi, in fine, non ha fatto niente di male!

—Niente di male... a noi?... E sei tu, la Mary, che parli in tal modo?... Ma dove hai la testa, per ragionar così?... A che cosa pensi in questo momento? Appunto, s'egli avesse fatto del male soltanto a noi, direttamente, allora gli si potrebbe perdonare: ma invece no. È un dovere, un sacro, un imperioso dovere lo smascherare i falsi amici, i mercanti della patria. Noi abbiamo l'obbligo di bollare col ferro infocato questi vermiciattoli che fanno piaga e le infettano il sangue. Le canaglie come il Barbarò sono più dannose e pericolose degli stessi Tedeschi! Questi infine erano nemici aperti, dichiarati; volevano opprimere la patria, opponevano la forza della tirannide alle ribellioni della libertà; ma combattevano alla luce del sole, soldati contro soldati. Costoro invece, dopo averla tradita nell'ombra per arricchirsi, adesso sfrontatamente, sicuri dell'impunità che loro accorda la debolezza, la vigliaccheria e l'interesse altrui, vorrebbero fare della patria nostra il mercato delle loro cupidigie; il porto franco delle loro ladrerie!... Ma noi, gente onesta, noi, come abbiamo combattuto quegli altri, dobbiamo levarci a combattere i nuovi, i più esosi nemici: li dobbiamo combattere all'ultimo sangue, a viso aperto, a costo della nostra pace, dei nostri interessi, del nostro cuore, della nostra vita. Il Barbetta che faceva la spia, o il Barbarò che ci frodava, che ci tradiva durante la guerra è uno di costoro?... Ebbene, lui per il primo, alla berlina!... Alla berlina!...

—Ah no!—gridò la Mary con impeto, sempre più spaventata dalla collera e dalla terribile minaccia dello zio.—No, per carità; abbi compassione di me....

—Di te?!

—Di Giulio. Egli ne morrebbe!...

—E che importa?—rispose l'Alamanni fuori di sè.—Meglio così. Sarà dispersa, sarà distrutta la razza maledetta degli spioni!

—Ebbene—proruppe la fanciulla non più supplichevole nè tremante, ma pallida, risoluta, forte e fiera del suo amore—ebbene, fa ciò che vuoi, ma pensa che io pure sarò disonorata con Giulio, pensa che io pure morrò con lui!

—Tu?... Con lui?... Con Giulio Barbarò?—domandò l'Alamanni rimanendo come oppresso e atterrito.

—Sì,—rispose la Mary semplicemente; ma c'era tutto il sacrificio della sua vita, tutta la più ferma volontà del suo cuore in questa sola parola.