—Ma... ma non sai....

—So ch'egli non è colpevole delle colpe di suo padre, e non ne deve rispondere.

—Sì, ne deve rispondere perchè ne gode i frutti, ed è quasi come se ci tenesse mano!

—Egli ha sempre fatto il suo dovere: è stato soldato: s'è battuto; è un valoroso.... Adesso vuol procurarsi col suo lavoro uno stato indipendente, decoroso.... Quando ci sarà riuscito... ci sposeremo.

—Sposar... te?!

—Sì... e avrò diritto di andar superba del suo amore.

—Ma questi sono romanzi!—esclamò l'Alamanni soffocando la collera e il dolore per trovar modo di persuadere la ragazza.—Come vuoi che da un giorno all'altro possa procurarsi uno stato se non ha mai fatto nulla, se ha sempre vissuto col capo nel sacco?... Sono romanzi, ti ripeto; assurdità, stupidaggini! È Donna Lucrezia, colle sue fanfaluche, che ti riscalda la testa.

—No, la zia non c'entra. È stato Giulio che m'ha fatto questa promessa, e la manterrà.

—Giulio?... Quando?

—La prima volta che mi ha scritto, dopo di essere stato ammalato, e gravemente.