Erano sempre le farfallette, le belle farfallette dalle ali smaglianti che venivano in loro aiuto Quando ne vedevano due posarsi l'una dopo l'altra sullo stesso fiore, la fanciulla si fermava e fermava Giulio, perchè non voleva spaventarle; ma nel fermarsi gli si appoggiava al braccio più fortemente.

—Anche noi, Nino, sempre così?

—Sì,—rispondeva appena il giovanotto.

—Sempre?

—Sempre, sempre.

Si guardavano, tutti e due fermi, a braccetto.... poi si guardavano attorno.... La brughiera era deserta: fra i tronchi dritti e brulli dei pini non si scorgeva anima viva. Allora tornavano a guardarsi negli occhi e un bacio, un piccolo bacio, scappava dall'uno all'altra.... Scappavano insieme, impaurite anche le farfallette belle dalle ali smaglianti, ma ormai Giulio e la Mary non pensavano più a loro.

Sebbene assorto nella felicità, Giulietto Barbarò non venne meno ai propri proponimenti. I due fidanzati avevano dovuto abbandonare il primo disegno di andare a stabilirsi in paese straniero, e ciò perchè mancavano i quattrini. Alla Mary, dopo che lo zio Francesco volle disporre di tutta la sua parte per pagare il debito verso Pompeo Barbetta, non restava più se non una rendituccia di un migliaio di lire, colla quale certo non si poteva vivere.... nemmeno d'amore; e fuori d'Italia, anzi fuori di Milano soltanto, Giulio Barbarò, privo di studi e nuovo agli affari, non avrebbe potuto procurarsi un conveniente collocamento. Invece a Milano gli fu facile ottenere un posto di tre mila lire, con diritto all'aumento dopo il primo anno di prova, presso una nuova società industriale a cui dava credito l'avere il figlio del Barbarò negli uffici della propria amministrazione. E intanto con tre mila lire, si poteva campare; quando poi sarebbero stati... in tre, avrebbero avuto diritto all'aumento.—Com'era facile la vita!

Giulietto, per un sentimento di dovere filiale a cui, in nessun modo, non avrebbe mai potuto venir meno, volle dare partecipazione a suo padre di questi nuovi avvenimenti con una lettera che gli scrisse d'accordo colla Mary; una lettera piena di nobiltà e di fermezza, pur nella sua forma più ossequente e rispettosa.

Pompeo Barbarò non gli rispose, ma corse subito a consigliarsi collo Zodenigo, che ormai era il suo confidente generale, anche nei rapporti di famiglia, e persino in materia di galanteria. E il professore appunto, per mostrarsi degno di tutte le attribuzioni di cui era stato investito, gli suggerì un colpo da maestro per il quale, mentre sosteneva la propria dignità in faccia ai figliuoli, avrebbe forse ottenuto pur anche di riavvicinarsi alla marchesa di Collalto, che il Barbarò, in quegli ultimi tempi, incontrava spesso a Milano, e che più di una volta avea tentato inutilmente di salutare.

Lo Zodenigo, insomma, consigliò al suo cliente di scrivere direttamente alla marchesa, di metterla intermediaria fra lui e gli sposi. Se il passo era un po' ardito, si doveva perdonar molto a un povero padre che avea perduto la testa, e poi la marchesa stessa non era stata più di una volta in casa Barbarò insieme colla Mary, mentre Giulietto era aggravato?... E Giulietto medesimo, non continuava a frequentare i Collalto? Non era tutti i giorni al Villino delle Grazie? A chi avrebbe potuto rivolgersi il cavalier Pompeo, per fare intendere le proprie ragioni al figliuolo, se non alla marchesa?