Nel ricevere una tal lettera la marchesa Angelica ebbe un impeto di sdegno:—"Il villano osava scriverle!..." E insieme allo sdegno, paurosa e superstiziosa come tutti coloro che amano, sentì anche uno stringimento al cuore. La lettera del signor Pompeo non gli era stata portata sola, sul vassoio, dal servitore. Sotto la busta grossa e usuale ne nascondeva un'altra elegantissima e profumata collo stesso profumo che usava la marchesa; una letterina dalla forma inglese, col bollo postale di Napoli.
Ma passato lo sdegno, superato il senso di timore sinistro, a mano a mano che rifletteva su quanto le avea scritto il Barbarò, dovette pur convenire che non volendo costui rispondere a suo figlio, e nemmeno scrivere direttamente alla Mary, non gli rimaneva altro partito che rivolgersi a lei.
Tuttavia, anche dovendo giustificare quell'atto, si trovava sempre in un grande impiccio circa al modo di regolarsi. Essa, a sgravio di coscienza, aveva subito fatto leggere la lettera tanto a Giulio, quanto alla Mary, i quali erano andati d'accordo nel risponderle che la loro risoluzione era immutabile. Come doveva dunque comportarsi rispetto a quel... a... al signor Pompeo?
Bisognava fargli avere una risposta. Era il cuore di un padre, che si era rivolto a lei.
—Gli doveva scrivere?—No, no. La ripugnanza era troppa!—D'altra parte doveva pur fargli sapere qualche cosa, anche pensando all'avvenire stesso di Giulio e della Mary.
Con questa idea volle farsi animo, e dominando a mala pena un senso di ribrezzo, prese un suo biglietto di visita, e rimanendo in piedi, presso il tavolino, vi scrisse sotto, in fretta, alcune parole, lo cacciò colle dita tremanti nella busta, vi fece rapidamente l'indirizzo, poi buttò via la penna, chiamò la cameriera, e dopo averle indicato la lettera che non voleva più toccare, "alla posta subito," mormorò, e scese in giardino, ancora tutta rossa e agitata, per respirare all'aperto.
Che fatica, che tormento era stato il suo!... E non supponeva nemmeno come poi il signor Pompeo avrebbe accolto quel bigliettino. Altrimenti non lo avrebbe di certo mandato.
Il Barbarò che già cominciava ad esser inquieto e ansioso, tornando a casa vide subito la lettera, fra le altre, sul tavolino della porteria: corse a prenderla, e la strinse con quel tremito nervoso della mano che non poteva mai vincere quando apriva o intascava i grossi pacchi di biglietti di banca. Poi montò le scale in un lampo. Voleva godersela quella lettera: voleva leggerla solo solo nel suo studio, sicuro di non essere seccato.
Era contento, allegro, trionfante.
—Ha proprio risposto!... S'è degnata di rispondere la superbaccia!—Buon segno! Buon segno! Comincia a mettere giudizio....